Inchiesta sui bambini di Reggio Emilia: cosa sappiamo finora e le prime reazioni

La notizia di oggi ha una portata tale da ribaltare i tavoli: l’inchiesta Angeli e Demoni, coordinata dal sostituto procuratore di Reggio Emilia Valentina Salvi, ha condotto a misure cautelari verso diciotto persone, compresi psicologi, accusati di aver manipolato decine di minori e le relazioni psicologiche su di loro per ottenere un affido temporaneo remunerato presso amici e conoscenti.

Si attendono approfondimenti: su diverse testate si riportano le stesse frasi per illustrare la vicenda, alcune francamente poco comprensibili come terapeuti travestiti da personaggi “cattivi” delle fiabe messi in scena ai minori in rappresentazione dei genitori intenti a fargli del male, oppure falsi ricordi di abusi sessuali ingenerati con gli elettrodi. Non sappiamo con precisione nomi e ruoli degli indagati: sarebbe necessaria maggiore chiarezza.

Le reazioni dei tecnici

Il presidente del Consiglio dell’Ordine degli Psicologi Fulvio Giardina ha dichiarato:

Si tratta di fatti che, se accertati, sono gravissimi e ingiustificabili da parte di iscritti all’Ordine. Chiederò al Consiglio di costituirsi parte civile perché non solo è stata danneggiata l’immagine della professione di psicologo, impegnata quotidianamente nella promozione della qualità della vita, ma soprattutto si è fatta violenza sulle relazioni affettive più genuine dei bambini!

La Garante dell’Infanzia e dell’Adolescenza Filomena Albano ha inviato prontamente questo comunicato stampa:

Pur dovendosi attendere l’esito degli accertamenti giudiziari, va sottolineato che – se i fatti fossero confermati – ci troveremmo di fronte a una situazione di gravità inaudita. Fatti del genere calpestano la Convenzione di New York sui diritti dell’infanzia e dell’adolescenza. E questo proprio da parte di chi è chiamato a realizzare tali diritti. Il sistema di tutela dei minorenni non può tradire la sua vocazione, che è quella di proteggere i bambini in condizione di fragilità. Ciò impone un accertamento rigoroso delle circostanze e, qualora si prenda atto delle responsabilità delle istituzioni coinvolte, ci troveremmo di fronte al loro fallimento

Le reazioni politiche

La vicenda sta portando alle prime prese di posizioni (e strumentalizzazioni) politiche. Il ministro per la Famiglia e le Disabilità con delega alla tutela minori Lorenzo Fontana annuncia:

D’intesa con i gruppi Lega ci siamo già attivati per istituire una commissione d’inchiesta sulle comunità familiari che accolgono minori.

Il vicepremier Di Maio ha invece sostenuto:

Quello che viene spacciato per un modello nazionale a cui ispirarsi sul tema della tutela dei minori abusati, il modello Emilia proposto dal Pd, si rivela oggi come un sistema da incubo

Il Segretario del PD Luca Zingaretti (che vede coinvolto un suo esponente, il sindaco di Bibbiano Andrea Carletti), ha controbattuto:

Si vada avanti, fino in fondo, per accertare le responsabilità, la verità e per punire i colpevoli senza esitazione. Patetici i tentativi di strumentalizzare politicamente questo dramma

Il senatore della Lega Simone Pillon ha chiosato:

Se fossero dimostrate le ipotesi dell’accusa vorrei che questi che hanno usato le scosse elettriche per indurre falsi ricordi di abuso si beccassero 10 ergastoli da scontare in Pakistan.

Le reazioni sui social

Disgusto, smarrimento, rabbia: sono le reazioni della maggior parte delle persone che in queste ore stanno commentando gli eventi. C’è chi richiama il testo Veleno di Pablo Trincia, recentemente pubblicato da Einaudi, sulla storia straordinariamente simile avvenuta in provincia di Modena negli anni 90; chi invoca la pena di morte o ne approfitta per rilanciare la questione PAS.

Da parte nostra invitiamo tutti alla cautela, dovendoci al momento basare su scarni comunicati stampa. I fatti appaiono gravissimi e confidiamo nel ruolo della Magistratura per ottenere piena luce, con un pensiero alle famiglie coinvolte e ricordando la bontà del lavoro di migliaia di professionisti che lavorano in modo limpido e che sono a loro volta danneggiati dalla vicenda.

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Autore: Nicola Boccola

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