I nonni nella separazione: ruolo essenziale nel progetto educativo

Quando due persone decidono di formare una famiglia sposandosi o andando a convivere, oltre ai due protagonisti principali entrano in contatto le loro famiglie di origine.

La costituzione di una nuova famiglia, con la nascita dei figli, segna un momento importante nella storia familiare di ognuno dei partner che va ad aggiungersi, come il ramo di un albero, alle storie delle rispettive famiglie di origine, che esercitano un’influenza in termini di valori e di comportamenti. Tale influenza non cessa nel caso dell’eventuale separazione tra i genitori e anzi, in alcuni casi, può accadere che il condizionamento delle famiglie di origine possa essere addirittura la causa della crisi stessa.

I diritti dei nonni secondo il Codice Civile

Tra i diritti dei figli il nostro ordinamento individua anche quello di crescere in famiglia e di mantenere rapporti significativi con i parenti (art. 315 bis del codice civile).

Tra questi la relazione dei nipoti con i nonni, negli ultimi anni, ha assunto maggiore tutela da parte dell’ordinamento giuridico; sempre nell’ottica della garanzia del superiore interesse dei minori. I nonni, oltre al diritto di mantenere rapporti significativi con i nipoti minorenni, hanno anche il dovere di fornire ai genitori i mezzi necessari affinché possano adempiere i loro doveri nei confronti dei figli, quando non hanno mezzi sufficienti al mantenimento degli stessi. Così dispone l’art. 316 bis del codice civile, che delinea un rapporto giuridico soltanto tra gli adulti coinvolti, sempre nell’ottica della tutela dell’interesse superiore dei minori.

L’art. 317 bis del codice civile riconosce ai nonni, denominati tecnicamente “ascendenti”, il diritto di mantenere rapporti significativi con i nipoti minorenni e ciò vale anche se la coppia genitoriale non si separa.

Il mantenimento di rapporti significativi comporta l’attribuzione di un ruolo nel progetto educativo dei minori e non soltanto il semplice diritto di visita degli stessi.

Al fine di veder tutelato il proprio diritto, i nonni possono ricorrere al Tribunale per i Minorenni del luogo di residenza abituale del minore. Nel corso del giudizio così introdotto, il Tribunale dovrà tenere conto esclusivamente del superiore interesse dei minori coinvolti.

Se è vero che il diritto dei nonni e dei nipoti di mantenere rapporti significativi trova tutela anche se la coppia genitoriale non si separa, è anche vero che, in caso di separazione, i figli minori hanno diritto di conservare rapporti significativi sia con i nonni che con i parenti di ciascun ramo genitoriale, come previsto dall’art. 337 ter del codice civile.

Nello stesso senso deve leggersi anche l’art. 1 della Carta dei Diritti dei Figli nella Separazione dei Genitori, realizzata dall’Autorità Garante per l’Infanzia e l’Adolescenza nel settembre del 2018, con cui si rammenta che “I figli hanno diritto di continuare ad amare ed essere amati da entrambi i genitori e di mantenere i loro affetti“.

In tale direzione andrebbe gestita la separazione dei genitori: non è raro che nel momento della crisi della coppia genitoriale i figli, oltre a dover subire la profonda modifica delle proprie vite, vengano allontanati dai loro affetti. Che invece, se mantenuti, potrebbero aiutare nell’affrontare un evento che può essere equiparato a un lutto.

I nonni e la Mediazione familiare

Al fine di offrire una tutela efficace all’interesse dei figli nella separazione, la mediazione familiare rappresenta uno strumento funzionale a mantenere e addirittura a recuperare i legami familiari.

Nel corso della mediazione familiare la coppia ha la possibilità di raccontare le proprie storie familiari, usando lo strumento dell’ecogramma.

L’ecogramma è la rappresentazione grafica delle relazioni familiari di ognuno dei partner con la quale, oltre a narrare le storie familiari degli ascendenti, la coppia riesce a delineare le relazioni tra essi e la coppia e, soprattutto, tra essi ed i figli.

Nel caso entrambi i genitori siano d’accordo non è esclusa la partecipazione dei nonni ad alcuni incontri, al fine sia di chiarire e superare eventuali conflitti irrisolti, sia anche di valutare il concreto aiuto che possono offrire per supportare i nipoti in un momento così delicato della loro esistenza.

La mediazione familiare, improntata alla totale autodeterminazione e volontarietà dei mediandi, offre l’opportunità di partecipare alla risoluzione del conflitto anche a figure importanti quali quelle dei nonni e dei parenti che – diversamente – dovrebbero proporre un autonomo ricorso, nel caso dei nonni, o non avrebbero alcun diritto da far valere innanzi al Tribunale, in caso delle altre figure parentali.

Nell’ambito dei giudizi in materia di famiglia è infatti pacifico per la giurisprudenza che non sia ammissibile un intervento autonomo nel giudizio di separazione da parte dei nonni o dei parenti. La possibilità di poter prendere parte ad una mediazione familiare apre la porta alla soluzione migliore dei conflitti endofamiliari, nell’interesse esclusivo e superiore dei figli coinvolti.

In alcuni casi appare auspicabile anche il ricorso alla mediazione familiare intergenerazionale, tra genitori e nonni, volta al riconoscimento ed all’attuazione concreta del diritto dei figli di mantenere rapporti significativi con i nonni ed i parenti di entrambi i genitori, anche in mancanza di separazione della coppia.

Anche in questo caso la mediazione familiare manifesta la propria efficacia nella gestione e nella soluzione del conflitto all’interno della famiglia, consentendo a quell’albero immaginario di crescere a lungo, anche con più rami, grazie a radici forti e stabili.


Autrice: Francesca Romana Frittelli, Avvocato e Mediatrice familiare – fr.frittelli@gmail.com

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One Comment on “I nonni nella separazione: ruolo essenziale nel progetto educativo”

  1. Conosco l’argomento che riguarda il ruolo dei nonni all’interno di situazioni familiari conflittuali: ritengo che in queste situazioni abbiano un ruolo fondamentale anche i professionisti coinvolti che non devono mai farsi coinvolgere emotivamente dalle situazioni e che non devono distrarsi mai dall’obiettivo principale che è quello di garantire ai minori coinvolti, le relazioni con i nonni che vengono allontanati. Mi è capitato, come professionista, di vedere scritto sui decreti del Tribunale per i Minorenni diciture del tipo “pertanto i minori decideranno quando avranno un età maggiore se intraprendere relazioni significative con i nonni”. Questo è inammissibile da parte di una Istituzione che dovrebbe dare la possibilità di non far perdere porzioni di vita e di relazioni significative a minori che così avranno invece più difficoltà a riprenderle successivamente. Per questo ribadisco che coloro che svolgono perizie psicologiche, danno pareri, osservano l’ambiente di vita e di relazione dei minori, debbano impegnarsi a fare in modo che non si arrivi a decreti nei quali la responsabilità si trasferisca a quei minori che forse in quel momento (o anche successivamente) non sono in grado di decidere il meglio per loro.
    A.S. dott. Giovanni La Mantia

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