Nuove genitorialità: la sfida delle professioni. Convegno gratuito 12 gennaio 2018

Istituto HFC presenta il suo quarto convegno annuale: Nuove genitorialità: la sfida delle professioni, che si terrà venerdì 12 gennaio 2018 dalle ore 9.15 alle 17 presso l’hotel Best Western Globus, in viale Ippocrate 119 a Roma (mappa).

La partecipazione è gratuita con prenotazione obbligatoria tramite il form qui sotto. I posti disponibili sono limitati a 70: sarà possibile prenotarsi fino a raggiungimento del numero massimo.

Sospendere il giudizio, osservare e interpretare i cambiamenti, operare sulle nuove realtà: è ciò che viene richiesto ai professionisti delle scienze sociali e umane di fronte ai nuovi modelli di famiglia e genitorialità. Con questo convegno offriremo gli strumenti critici per comprendere fenomeni totalmente nuovi, o già esistenti e giunti all’attenzione collettiva per la loro crescita. Maternità e paternità ottenute con strumenti tecnologici; genitorialità omosessuale; specificità dei nuclei familiari migranti; ribaltamento dei ruoli nella posizione tra insegnante e genitore; ruolo delle generazioni precedenti nel modellare l’esperienza di essere genitori.

Il convegno è patrocinato dall’Ordine degli Psicologi del Lazio e da AIMeF, ed è in fase di accreditamento con l’Ordine degli Avvocati di Roma e con l’Ordine degli Assistenti Sociali.

Programma completo (qui il PDF: Nuove genitorialità. La sfida delle professioni – Programma convegno)

h 9.15 – Introduzione, saluti istituzionali
Dott. Cosimo Maria Ferri – Sottosegretario di Stato alla Giustizia
Dott.ssa Federica Anzini – Presidente Associazione Italiana Mediatori Familiari
Dott.ssa Elisa Caponetti – Coordinatrice GdL Psicologia Forense Ordine degli Psicologi del Lazio

h 10 – Figli della cicogna. Studi e riflessioni psicosociologiche sulla GPA (maternità surrogata)
Dott.ssa Simona Adelaide Martini – Psicoterapeuta psicodinamica, curatrice dei volumi Un fiore che sboccia. Le basi scientifiche dell’educazione all’affettività e alla sessualità (ed. Istituto HFC, 2015, scaricabile gratuitamente qui) e Psicosociologia della genitorialità. Il viaggio verso l’esperienza del divenire madre e padre (ed. Golem, 2017)

h 10.50 – Le Unioni Civili: normativa e dibattitto su stepchild adoption
Avv. Alessandra Gabbani – Avvocato del Foro di Roma. Consigliere Ordine Avvocati di Roma. Mediatrice familiare

h 11.20 – Coffee Break offerto da Istituto HFC

h 12 – Genitori migranti: la vita familiare in accoglienza tra bisogni, sogni e transizioni. Conversazione
Dott.ssa Laura Auricchio – Psicoterapeuta sistemico-relazionale, Centro Sprar per nuclei familiari, Comune di Roma
Dott.ssa Rita Marrano – Assistente sociale, Centro Sprar per nuclei familiari, Comune di Roma

h 12.40 – Genitori a scuola
Prof.ssa Silvia Dai Pra’ – Insegnante e scrittrice (tra gli altri: Quelli che però è lo stesso, ed. Laterza, 2011)

Ore 13.30/14.30: pausa pranzo

h 14.30 La storia degli affetti tra mediazione familiare, psicologia e diritto
Dott.ssa Enza Musolino – Mediatrice familiare. Direttrice scientifica Master Mediazione Familiare Università Cattolica e Istituto HFC

H 16.30-17 Conclusioni, domande

Conduce: Dott. Nicola Boccola – Direttore Istituto HFC

 

ATTENZIONE: POSTI ESAURITI

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Tirocini per CTU e altre novità per psicologi giuridici

psicologi giuridiciSi è tenuta ieri nella sede dell’Ordine degli Psicologi del Lazio la prima riunione del gruppo di lavoro in Psicologia Forense. L’occasione era quella di illustrare i primi provvedimenti del nuovo consiglio dell’Ordine in una materia in fermento e in rapida evoluzione, e di favorire una partecipazione orizzontale di chi opera sul campo. Un problem finding e un tentativo di problem solving, quindi. Questi i principali temi di cui si è trattato.

Denunce tra colleghi
La Commissione Deontologica, secondo il consulente legale dell’Ordine Antonello Cucino, è oberata di lavoro per ricorsi contro colleghi impegnati come CTU e CTP: una stima di 50 casi solo quest’anno. La ragione principale è considerata la scarsa preparazione dei colleghi sulle regole processuali. C’è di sicuro qualcos’altro: un appiattimento del ruolo dello psicologo consulente di parte che diventa in certi casi una sorta di mini avvocato, nella convinzione che si debba attaccare la controparte utilizzando ogni sistema. Il ruolo del CTP è delicato e potenzialmente scomodo: pur essendo partigiano rimane uno scienziato e dovrebbe contribuire alla costruzione di senso. Non tutti la intendono così; e le difficoltà economiche che attanagliano la nostra categoria non fanno che rinforzare le rivalità. Un homo homini lupus che, a dirla tutta, poco si concilia con la sofisticata sensibilità che dovrebbe essere propria degli esperti di emozioni e relazioni.

Differenza di compensi
Alcuni colleghi riportano l’enorme differenza che c’è tra i Tribunali o tra giudici dello stesso foro: anticipi d’oro e onorari adeguati in qualche caso, specie a Roma. Assenza di acconto, diniego di collaboratori in altri casi. E’ stato fatto presente come molti colleghi si siano cancellati dalle liste di CTU, non ritenendo conveniente ottenere un gravoso incarico da pubblico ufficiale per poche centinaia di euro. C’è chi parla di squalifica professionale da parte di alcuni giudici e chi di nebulosità del nostro ruolo professionale, dal momento che alcuni incarichi – valutazione del danno o mobbing, ad esempio – vengono spesso conferiti a medici legali. La proposta a breve termine è quella di rendere omogenei i compensi a livello nazionale.

Tirocini per CTU
Per ovviare alla scarsa preparazione di alcuni colleghi che operano del campo è in fase avanzata la proposta di un tirocinio annuale per aspiranti CTU, che nell’ipotesi attuale dovranno partecipare a tre perizie di colleghi esperti o in alternativa dimostrare di aver lavorato come consulente di parte in almeno dieci cause, per poter accedere alle liste. Rimane il problema dei criteri di selezione dei colleghi arruolati come tutor e di come verificare l’effettivo esercizio del tirocinio evitando attestazioni non veritiere. Oltre alla perplessità di regole proposte da un Ordine regionale, che varrebbero solo su un territorio: le proposte andrebbero avanzate a livello nazionale.

Linee guida Vs. Buone prassi
Le diverse linee guida in materia giuridica proposte dal precedente consiglio, in particolare quelle sulla valutazione del danno e sull’ascolto del minore, sono state aspramente criticate sul piano scientifico. Non mi esprimo su questo, ma senz’altro c’è da considerare l’inconciliabilità dei diversi protocolli in uso. Si è detto che da professionisti dobbiamo assumerci delle responsabilità, anche per le scelte di metodologia scientifica. Coerentemente a questo il gruppo di lavoro sta lavorando non a nuove, ennesime linee guida che rischiano di diventare un esercizio narcisistico o pro domo sua, ma a exempla di buone prassi. Chi scrive ha sollevato la necessità di ampliare la raccolta di buone prassi anche alla mediazione familiare, materia in cui gli psicologi si mostrano poco attenti tanto da aver lasciato campo libero alla coriacea categoria degli avvocati, particolarmente nella fibrillante fase della riforma del diritto di famiglia.

In conclusione non si può che lodare l’iniziativa del gruppo di lavoro, in grado di riunire ottime professionalità in un clima collaborativo e di attento ascolto delle esperienze di chi opera nel campo. La prossima riunione è prevista per il 13 dicembre, allorché si celebrerà il ventennale dell’Ordine: si invitano i colleghi a partecipare, tutti i gruppi di lavoro presenteranno i propri risultati e sarà quindi un’ottima occasione per aggiornarsi su quanto accade nella nostra professione; l’ingresso sarà libero.

Nicola Boccola – 11 novembre 2014

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Nota lessicale
Mi rendo conto di aver abusato del latinorum per la scrittura di questo pezzo. Naturale o inevitabile, quando si lambisce il diritto. Un buon italiano è imprescindibile, l’inglese sempre utile per offrire un atmosfera tecnica. Ma non abusiamone. Ricordo quando Jervis parodiava chi utilizzava i termini “elicitare”, orrenda trasposizione italiana del verbo di elicitation, “sucitare reazioni”; o chi invece di disturbo parla di “disordine”, riprendendo acriticamente la parola “disorder”. Nanni Moretti in una scena di Palombella rossa diceva che chi parla male pensa male e si comporta male, picchiando una giornalista. Ogni volta che viene pronunciata la parola webinar uno psicologo muore, scherzavo ieri con una collega: sarebbe bene per uno psicologo incontrare le persone, colleghi o utenti, su un piano di realtà o non attraverso il mezzo del computer, già in grado di acuire quell’alienazione o estremo individualismo che nella nostra pratica dovremmo fronteggiare.