Il piano genitoriale: strumento per facilitare gli accordi sulla genitorialità

Il Tribunale di Civitavecchia si sta dimostrando all’avanguardia nella cura delle separazioni conflittuali: propone lo strumento del piano genitoriale, mutuato dalla coordinazione genitoriale di Debra Carter, in grado di articolare e definire pressoché tutti gli aspetti della genitorialità, offrendo così alle coppie genitoriali una struttura solida a cui riferirsi per la gestione dei minori.

Queste le regole fondamentali del piano genitoriale.

ENTRAMBI I GENITORI devono:

  • Mantenere una comunicazione funzionale con i figli
  • Mantenere una comunicazione regolare con l’altro genitore ed essere collaborativi tra loro
  • Seguire rigorosamente il piano genitoriale
  • Contattare immediatamente l’altro genitore in caso di emergenze che riguardano i figli

IL GENITORE COLLOCATARIO deve:

  • Condividere con l’altro genitore tutte le informazioni riguardanti il figlio (es. scuola, insegnanti, attività, amici ecc.)
  • Essere flessibile e sostenere la relazione del figlio con l’altro genitore. Non deve squalificare l’altro genitore, né controllare o interferire nella comunicazione tra lo stesso ed il figlio

Potete trovare il piano genitoriale di base su questo link. Altri piani genitoriali, specifici per diverse situazioni (lunga distanza, alta strutturazione, sicurezza), sono disponibili su questo link.

Nicola Boccola – 3 marzo 2017


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Novità per Psicologi Giuridici: sportello gratuito Ordine, borse di studio CNOP, manuale strumenti operativi

solitudineLa Psicologia Giuridica è in fermento: mai come in questo periodo gli operatori avvertono la necessità di non essere più monadi isolate e agire in comunione di intenti, riconoscendosi come portatori di una competenza preziosa ma sottovalutata. In questo post sono state segnalate le prime iniziative del Gruppo di lavoro in psicologia forense dell’Ordine del Lazio, che sta meritoriamente affrontando le sfide attuali in un clima di grande collaborazione; da un mese a questa parte ci sono già novità e aggiornamenti.

In particolare a gennaio sarà avviato presso l’Ordine degli Psicologi del Lazio uno sportello gratuito offerto ai colleghi che già lavorano nell’ambito della psicologia giuridica o che intendono avvicinarvisi, per mettere a disposizione dei colleghi più giovani l’esperienza dei più esperti in riferimento alle questioni pratiche intervenienti nelle loro consulenze.
L’obiettivo, oltre quello di supportare i colleghi meno esperti nell’avviamento delle loro attività, è quello di costruire una learning community che porterebbe diversi vantaggi per la nostra professione:

  • maggiore integrazione tra i colleghi e promozione di un atteggiamento comune, di maggiore indipendenza, nei confronti della committenza in sede forense-giudiziario
  • sostegno allo start-up dei giovani colleghi e più in generale all’attività dei colleghi meno esperti
  • riattivazione del turn-over (in questo momento è in corso un monitoraggio dei CTU nei tribunali del Lazio)
  • riduzione del contenzioso tra colleghi

Novità esaltate dalla nuova veste grafica del sito dell’Ordine che offre ora una navigazione smooth, insieme a blog tematici e all’apparizione di una selezione di frasi umoristiche sul nostro lavoro (da quella di Woody Allen “Non sarai mai solo con la schizofrenia” ad Alessandro Bergonzoni con “Cosa direbbe Freud se fosse ancora vivo? Beh!… Come sono ben longevo!”). A ricordare di non prenderci troppo sul serio.

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Interesseranno non solo agli psicologi giuridici le 60 borse di studio da 5mila euro che il consiglio nazionale dell’Ordine ha messo a disposizione allo scopo di attivare progetti innovativi di intervento psicologico con utilità sociale, rivolto a problematiche emergenti. I requisiti di accesso alle borse di studio sono: iscrizione all’Albo degli Psicologi; godimento dei diritti civili e politici; adeguata conoscenza della lingua italiana. Le domande devono essere presentate entro il 27 febbraio 2015; per maggiori informazioni clicca qui.

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Ridurre lo scollamento tra teoria e pratica in psicologia giuridica:è l’obiettivo che si pone un nuovo interessante manualeStrumenti operativi per ctu e periti in ambito psicoforense – Linee guida, approfondimenti e prassi vigenti (Maggioli Editore, novembre 2014 – con Cd Rom, pagine 556). Il volume infatti presenta un Cd Rom in grado di dirimere i principali dubbi metodologici dei consulenti più o meno navigati: esempi di consulenza, applicazione delle linee guida e una cartina dell’Italia con cui navigare attraverso le specificità regionali. Oltre a questo si segnala una meritoria attenzione verso quegli ambiti ancora poco battuti dai colleghi per via della concorrenza di altre figure professionali o di una generale scarsa informazione degli operatori: il diritto canonico con la perizia per nullità del matrimonio cattolico; la consulenza tecnica per la richiesta di riattribuzione chirurgica di genere; la mediazione familiare, tema caro a noi di Istituto HFC; una speciale attenzione dedicata ai metodi di osservazione diretta e valutazione delle relazioni familiari attraverso l’utilizzo di procedure standardizzate.

Nicola Boccola – 27 dicembre 2014

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Tirocini per CTU e altre novità per psicologi giuridici

psicologi giuridiciSi è tenuta ieri nella sede dell’Ordine degli Psicologi del Lazio la prima riunione del gruppo di lavoro in Psicologia Forense. L’occasione era quella di illustrare i primi provvedimenti del nuovo consiglio dell’Ordine in una materia in fermento e in rapida evoluzione, e di favorire una partecipazione orizzontale di chi opera sul campo. Un problem finding e un tentativo di problem solving, quindi. Questi i principali temi di cui si è trattato.

Denunce tra colleghi
La Commissione Deontologica, secondo il consulente legale dell’Ordine Antonello Cucino, è oberata di lavoro per ricorsi contro colleghi impegnati come CTU e CTP: una stima di 50 casi solo quest’anno. La ragione principale è considerata la scarsa preparazione dei colleghi sulle regole processuali. C’è di sicuro qualcos’altro: un appiattimento del ruolo dello psicologo consulente di parte che diventa in certi casi una sorta di mini avvocato, nella convinzione che si debba attaccare la controparte utilizzando ogni sistema. Il ruolo del CTP è delicato e potenzialmente scomodo: pur essendo partigiano rimane uno scienziato e dovrebbe contribuire alla costruzione di senso. Non tutti la intendono così; e le difficoltà economiche che attanagliano la nostra categoria non fanno che rinforzare le rivalità. Un homo homini lupus che, a dirla tutta, poco si concilia con la sofisticata sensibilità che dovrebbe essere propria degli esperti di emozioni e relazioni.

Differenza di compensi
Alcuni colleghi riportano l’enorme differenza che c’è tra i Tribunali o tra giudici dello stesso foro: anticipi d’oro e onorari adeguati in qualche caso, specie a Roma. Assenza di acconto, diniego di collaboratori in altri casi. E’ stato fatto presente come molti colleghi si siano cancellati dalle liste di CTU, non ritenendo conveniente ottenere un gravoso incarico da pubblico ufficiale per poche centinaia di euro. C’è chi parla di squalifica professionale da parte di alcuni giudici e chi di nebulosità del nostro ruolo professionale, dal momento che alcuni incarichi – valutazione del danno o mobbing, ad esempio – vengono spesso conferiti a medici legali. La proposta a breve termine è quella di rendere omogenei i compensi a livello nazionale.

Tirocini per CTU
Per ovviare alla scarsa preparazione di alcuni colleghi che operano del campo è in fase avanzata la proposta di un tirocinio annuale per aspiranti CTU, che nell’ipotesi attuale dovranno partecipare a tre perizie di colleghi esperti o in alternativa dimostrare di aver lavorato come consulente di parte in almeno dieci cause, per poter accedere alle liste. Rimane il problema dei criteri di selezione dei colleghi arruolati come tutor e di come verificare l’effettivo esercizio del tirocinio evitando attestazioni non veritiere. Oltre alla perplessità di regole proposte da un Ordine regionale, che varrebbero solo su un territorio: le proposte andrebbero avanzate a livello nazionale.

Linee guida Vs. Buone prassi
Le diverse linee guida in materia giuridica proposte dal precedente consiglio, in particolare quelle sulla valutazione del danno e sull’ascolto del minore, sono state aspramente criticate sul piano scientifico. Non mi esprimo su questo, ma senz’altro c’è da considerare l’inconciliabilità dei diversi protocolli in uso. Si è detto che da professionisti dobbiamo assumerci delle responsabilità, anche per le scelte di metodologia scientifica. Coerentemente a questo il gruppo di lavoro sta lavorando non a nuove, ennesime linee guida che rischiano di diventare un esercizio narcisistico o pro domo sua, ma a exempla di buone prassi. Chi scrive ha sollevato la necessità di ampliare la raccolta di buone prassi anche alla mediazione familiare, materia in cui gli psicologi si mostrano poco attenti tanto da aver lasciato campo libero alla coriacea categoria degli avvocati, particolarmente nella fibrillante fase della riforma del diritto di famiglia.

In conclusione non si può che lodare l’iniziativa del gruppo di lavoro, in grado di riunire ottime professionalità in un clima collaborativo e di attento ascolto delle esperienze di chi opera nel campo. La prossima riunione è prevista per il 13 dicembre, allorché si celebrerà il ventennale dell’Ordine: si invitano i colleghi a partecipare, tutti i gruppi di lavoro presenteranno i propri risultati e sarà quindi un’ottima occasione per aggiornarsi su quanto accade nella nostra professione; l’ingresso sarà libero.

Nicola Boccola – 11 novembre 2014

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Nota lessicale
Mi rendo conto di aver abusato del latinorum per la scrittura di questo pezzo. Naturale o inevitabile, quando si lambisce il diritto. Un buon italiano è imprescindibile, l’inglese sempre utile per offrire un atmosfera tecnica. Ma non abusiamone. Ricordo quando Jervis parodiava chi utilizzava i termini “elicitare”, orrenda trasposizione italiana del verbo di elicitation, “sucitare reazioni”; o chi invece di disturbo parla di “disordine”, riprendendo acriticamente la parola “disorder”. Nanni Moretti in una scena di Palombella rossa diceva che chi parla male pensa male e si comporta male, picchiando una giornalista. Ogni volta che viene pronunciata la parola webinar uno psicologo muore, scherzavo ieri con una collega: sarebbe bene per uno psicologo incontrare le persone, colleghi o utenti, su un piano di realtà o non attraverso il mezzo del computer, già in grado di acuire quell’alienazione o estremo individualismo che nella nostra pratica dovremmo fronteggiare.