Ebook: L’Attaccamento al Padre. Analisi delle ricerche psicologiche più rilevanti

Chi genera non è ancora padre, un padre è chi genera e lo merita. (Fedor Dostoevskij, I fratelli Karamàzov)

attaccamento al padreDa lunedì 5 settembre 2016 e per un tempo limitato è possibile scaricare su questa pagina l’ebook L’Attaccamento al Padre. Analisi delle ricerche psicologiche più rilevanti. Autore Nicola Boccola (2016, pp. 23, ed. Istituto HFC).

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Tratto dalle conclusioni:

“Il padre è una figura d’attaccamento. E’ però necessario che, richiamando i criteri di Howes, partecipi alle cure del bambino, sia presente continuativamente nella sua vita e investa emotivamente sul proprio bambino; comportamenti che i padri possono agire in modo competente.

Lamb ha sottolineato che il padre è una figura d’attaccamento fin dai sette mesi, ovvero dall’epoca in cui le conquiste cognitive infantili permettono la discriminazione delle figure, mostrando come i bambini non agiscano differenze significative nei comportamenti d’attaccamento rivolti ai due genitori, mentre discriminano negativamente gli estranei.

Riguardo invece gli apporti specifici allo sviluppo del bambino della qualità della relazione d’attaccamento con il padre, il quadro si presenta ancora indefinito.”

 

 

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L’attaccamento al padre in età infantile: rassegna della letteratura di ricerca

Questo articolo è stato pubblicato da Quale Psicologia, n°38, 2011

bambino_terribileLa teoria dell’attaccamento, tra quelle di derivazione psicoanalitica, si è dimostrata particolarmente efficace nel fornire strumenti innovativi nell’ambito della psicologia dello sviluppo. Uno dei suoi maggiori pregi è quello di essere fortemente basata sui dati empirici nel campo dello sviluppo emotivo e sociale, posti in una fruttuosa dialettica con l’attività concettuale che ha permesso alla teoria di acquisire una notevole consistenza e specificità.
Non sfugge tuttavia la forte centratura che riveste la madre come figura di attaccamento, la cui influenza sullo sviluppo del bambino è stata definita come “soverchiante” da Steele, Steele e Fonagy (1996, p. 551), e che ha spinto alcuni autori ad affermare che “la scarsità degli studi sul ruolo del padre nello sviluppo infantile dell’attaccamento deve essere sfortunatamente considerato come un dato di fatto piuttosto che un pregiudizio sessista” (van Ijzendoorn, De Wolff, 1997, p. 604).
In realtà il padre può rappresentare una figura d’attaccamento, dato che le sue caratteristiche influiscono sulla qualità dell’attaccamento del bambino e che la sua presenza continua e responsiva rappresenta un fattore protettivo rispetto allo sviluppo di eventuali patologie psichiche, il cui rischio è stato ben evidenziato in conseguenza a legami di attaccamento non ottimali (Crittenden, 1992).
In questo lavoro saranno esaminati prima e interpretati poi lavori sperimentali e meta-analitici degli studiosi dell’attaccamento che si sono occupati della figura paterna; a chi non ha dimestichezza con la statistica consiglio francamente di saltare il prossimo paragrafo, o andare direttamente alle conclusioni.

(Clicca qui per leggere tutto o scaricare)

Nicola Boccola – 23 gennaio 2014

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