MadBid: i segreti della compulsiva tecno-riffa

matrioska uovoLa facilità dell’acquisto a colpi di clic e l’assenza di medium umano possono condurre allo shopping compulsivo. Lo sanno bene i creatori inglesi di MadBid, dealer con un funzionamento a metà tra l’asta e la riffa in cui si offre la possibilità di acquistare ambìti prodotti elettronici, come iPhone o computer, a prezzi estremamente convenienti. Il meccanismo prevede che l’oggetto sia collocato in un’asta della durata massima di 8 minuti, ad un orario prestabilito, con prezzo di partenza pari a 0 euro. Ogni utente, dopo aver acquistato un pacchetto di puntate (il cui costo singolo parte dai 10 cent, per pacchetti da 350 euro) può puntare sull’oggetto: se il timer si azzera senza che nessun’altro rilanci l’oggetto è aggiudicato, altrimenti il timer riparte e il prezzo dell’oggetto sale di 1 cent. Questo meccanismo permette senz’altro al vincitore di risparmiare, ma omette di segnalare che gli utenti perdenti finanziano fino a cinque volte il valore dell’oggetto – ad esempio, per una macchina fotografica del valore di 400 euro venduta a  80 euro, il sito guadagna l’equivalente di  8000 puntate, in questo caso circa 1000 euro. Tutto legale, visto che il regolamento è ampiamente spiegato e gli utenti sono solo maggiorenni; curioso però che negli Stati Uniti non sia possibile giocare. La scelta strategica di MadBid, che chiede ai vincitori dell’asta, ancora euforici, di girare e inserire su Youtube un video che testimoni il conveniente acquisto, si è rivelata vincente: nato nel 2008, il sito si è sviluppato così rapidamente da essere presente oggi in gran parte dell’Europa e del Sudamerica; e chi proprio non riesce a smettere di puntare può continuare a farlo dal telefonino.

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Fin dall’iscrizione, tutto il meccanismo è finalizzato all’instaurarsi di una dipendenza: la prima schermata, senza link, mette in vendita diverse tipologie di pacchetti senza apparente possibilità di uscita. Si può anche svicolare per giocare le due puntate in omaggio con l’iscrizione; dopo averle utilizzate, la schermata porta subito all’acquisto del primo pacchetto, definito “sicuro”: il sito assicura infatti di restituire le prime 100 puntate acquistate e non vincenti. L’escalation prevede di rompere i primi argini legati al controllo degli impulsi: passare da due puntate a cento è più difficile di arrivare poi a mille, o diecimila. Certo MadBid offre una pagina, persa tra decine di FAQ relative ai pagamenti e a come aumentare le probabilità di vittoria, in cui mette in guardia dal pericolo di dipendenza e suggerisce di non puntare sotto l’influsso di alcol e droghe. password paradisoMa offre anche l’inquietante modalità furtiva, secondo i creatori “un’eccitante nuova funzione che abbiamo introdotto per migliorare la tua esperienza su MadBid” : in pratica si possono nascondere i propri dati agli altri utenti. A pagamento: 30 puntate per 7 giorni. In un parossistico homo homini lupus, si possono così paranoicamente celare le proprie strategie di puntata: c’è chi ad esempio punta in modo automatico e inesorabile, fino ad ottenere l’oggetto. Come verificabile da PrezziPazzi, omologo di MadBid, impercettibilmente dotato di maggiore onestà intellettuale: in homepage è visibile il numero di puntate effettuate dall’utente vincitore dell’asta, e quanto sono a lui costate. Attenzione però ad avventurarvi nelle maglie di PrezziPazzi: potreste essere accalappiati in una finestra di chat automatica da un assistente alle vendite in carne e ossa, gentile ma rosicone: a specifica domanda dichiara infatti di non conoscere il concorrente MadBid.

Secondo Filippo Petruccelli, docente di Psicologia della Comunicazione ed esperto di dipendenze patologiche, “la capacità del web di offrire una risposta rapida e illimitata a ogni richiesta rende particolarmente vulnerabili i soggetti incapaci di una sana gestione degli impulsi”. C’è da segnalare che il DSM-5, la versione aggiornata del manuale statistico dei disturbi mentali di prossima pubblicazione, non ha incluso la dipendenza da internet, nelle sue varie forme, come disturbo a se stante. Petruccelli conclude: “la coazione al gioco d’azzardo online può essere paragonata a una raffica di piccoli reati d’impeto nei confronti di se stessi: non è altro che un’inadeguata strategia individuale per lenire l’ansia. I soggetti con questo tipo di dipendenze psicologiche, dalla pornografia come dal timer di MadBid, devono ancora diventare adulti”.

Nicola Boccola – 12 gennaio 2012 (Tratto da Il Fatto Quotidiano)

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3 thoughts on “MadBid: i segreti della compulsiva tecno-riffa

  1. PURTROPPO, anch’io ci sono cascata! Ho letto l’articolo della giornalista di Repubblica e mi sono lasciata ingannare dalle sue parole e da quello che hanno scritto gli utenti sotto: solo commenti positivi, tutti che avevano comprato (??) facendo grandi affari. Dopo due giorni sono tornata sull’artico e i commenti sono stati chiusi. Peccato, avrei voluto dire la mia. E’ vero come dice Giancarlo che “loro dicono che ti restituiscono i crediti” ma SOLO la prima volta e non più di 500. Io ho puntato in tutto più di 1800 crediti e non sono riuscita ad aggiudicarmi un bel niente. Per fortuna mi sono accorta del “trucco” della ricarica automatica, che per “disattivarla” devi chiuderla con la x e non sulla scritta. Mentre puntavo e anche andando a vedere le aste chiuse, ho notato che i nomi stranamente si ripetono. Confermo che più e più volte il cronometro si è fermato a 0 … suspance.. attendere … e poi NIENTE, magicamente riparte con altro nome. E poi c’è anche la registrazione, viene dichiarata gratuita, ma per poter anche SOLO vedere le aste, DEVI comprare crediti. Solamente ora, digitando MadBid su Google, oltre al loro sito nelle prime righe, ho visto altre pagine (vedi anche Altroconsumo) dove viene spiegato il “gioco” della truffa, anche se tardi per me! NON lo definirei “asta” ma “gioco” di s-fortuna… 🙁

  2. Ciao a tutti, mi unisco al blog per dare una testimonianza
    Il giorno 16 agosto ho partecipato ad un’asta e non mi sono accorto di un meccanismo non ben specificato della ricarica facile attivata tramite una casella preselezionata (così piccola che mi è sfuggita); vorrei far presente che la Nuova Direttiva Europea 2011/83/Ue sui Diritti dei Consumatori, prevede che le caselle preselezionate (come nel caso della RICARICA FACILE) siano vietate e spetta al consumatore selezionarle, se lo ritiene necessario.
    Non so però se la nuova normativa sia stata già recepita in Italia, ma comunque, è palese che il meccanismo e’ a mio avviso truffaldino. Di conseguenza non mi sono accorto per tempo che il sito mi ha fatto automaticamente 5 ricariche da 20 euro prelevando dalla mia cc, senza un consenso consapevole, ben 100 € oltre ai 50 € che avevo volontariamente deciso di giocare. La ricarica automatica risulta attiva e uno dovrebbe, come già detto, disattivar la togliendo un flag al momento del pagamento, oppure nella pagina delle impostazioni anche se la scritta DISATTIVA, pero’ a me sembrava indicare lo stato e non l’azione per disattivarla, quindi l’ho lasciata attiva…
    A mio parere il, sistema porta all’errore e vorrei fare denuncia alle autorità competenti.
    Lo scandalo maggiore e’ che giornali seri come Il Resto de Carlino pubblicizzano certi siti.
    Al momento sto cercando di far valere il DIRITTO DI RECESSO ai sensi e per gli effetti dell’art. 64 e ss. del D.Lgs. 206/05 che si può esercitare entrò 10 giorni lavorativi dalla stipula di contratti a distanza. Di fatto mi hanno venduto crediti ed io li voglio restituire. Loro dicono che secondo i termini del contratto io non ho diritto al rimborso, ma la normativa parla chiaro: il rimborso e’ automatco se si esercita il diritto di recesso entro i limiti di legge. Per ora la battaglia e’ a suon di mail. Loro mi hanno già risposto negativamente.
    Vedremo.
    Fate attenzione ad utilizzate il sito, non fate il miei errori, oppure fate molta attenzione alla ricarica facile.
    Ciao a tutti, e spero che la mia testimonianza aiuti altri a capire meglio che tipo di sito e’ Madbid.
    Saluti
    N.B. A tutti quelli che ritengono che che si fida di certi siti e’ un pollo, vorrei rispondere che il reato di truffa avviene quando si induce qualcuno all’errore. Sfido tutti voi ad affermare che nel momento della stipula di un qualsiasi contratto leggiate tutte le righe, le clausole, le caselline invisibili, eccetera. A mio parere quando i contratti sono fatti in modo tale da poter trarre in errore, sono da considerarsi TRUFFE. Lo dice l’art. 640 del Codice Penale sul reato di Truffa.

  3. Ero curioso e mi sono iscritto per provare il… “gioco”. Ho speso un bel po’ di soldini per capire che è un “asta” solo fino ad un certo punto, complessivamente lo paragonerei ad una slot machine. Con un po’ di fortuna si riesce ad aggiudicarsi qualche buon prodotto ad un bassissimo prezzo ma ci vogliono anche parecchi tentativi. Quello di MadBid è un meccanismo contorto e ingannevole…

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