Divorzio breve, assegno annullato, patti prematrimoniali: cosa cambia nella relazione tra coniugi

i love you -seenChi ama non teme il divorzio. E’ il caso di richiamare questa citazione di Nilde Iotti di fronte alle importanti novità nel diritto di famiglia, definite da alcuni organi di stampa cattolici addirittura “traguardi incivili”. Meglio rimanere incatenati a un matrimonio conflittuale, causa di danno e pregiudizio per i minori coinvolti, o facilitare soluzioni che possono rappresentare una rinascita nelle persone coinvolte? Esaminiamo nel dettaglio le implicazioni delle ultime novità.

Divorzio breve
L’Italia, grazie al voto alla Camera nel quale si è registrato un forte consenso (398 sì, 28 no e 6 astenuti) ha il suo divorzio breve. Saranno ora necessari solo sei mesi per ottenere il divorzio, se consensuale, o un anno in caso di ricorso in giudizio: la legge si applica anche ai procedimenti in corso. La legge eviterà quelle viae crucis giudiziarie a cui si dovevano sottoporre quasi punitivamente i coniugi separandi, ed eviterà il ricorso all’incredibile fenomeno del turismo divorzile, allineando il nostro paese agli standard europei. Tutto in direzione del “giusto processo“, espressione paradossale che però racchiude tutti i tristi primati del nostro litigioso paese sulla lunghezza dei procedimenti.

Assegno di mantenimento annullato per convivenze successive
La convivenza more uxorio fa venir meno il diritto all’assegno divorzile solo se sia stabile e duratura, e dunque dia luogo a una vera e propria famiglia di fatto, eventualmente accompagnata dalla nascita di figli. E’ stato stabilito con la sentenza 18959 del 2013, a cui si è aggiunta la 6855 del 6 aprile scorso che stabilisce l’irrevocabilità del decadimento. Non è ancora una equiparazione della famiglia di fatto a quella vincolata dal matrimonio – sarà sempre necessario un accertamento giudiziale di merito, caso per caso. Le sentenze riallineano la giurisprudenza alla società, alla vita reale: succede ad esempio che alcuni coniugi divorziati non procedano alle nuove nozze per non perdere i vantaggi economici del mantenimento. Una mia personale considerazione è che la sfera della separazione è l’unica in cui le donne sono maggiormente tutelate rispetto agli uomini: tutti conosciamo situazioni in cui il marito separato è trascinato quasi alla rovina dalle conseguenze della separazione. Questi rapporti potranno ora essere meglio gestiti.

Patti prematrimoniali
Apertura agli accordi di natura patrimoniale prima del matrimonio: è la proposta di legge appena presentata dai deputati Alessia Morani (PD) e Luca D’Alessandro (FI), già promotori della legge sul divorzio breve. I patti, noti al pubblico per le star americane che ne hanno fatto ricorso (Micheal Douglas/Catherine Zeta-Jones o Madonna/Guy Ritchie), impongono una chiarezza e una trasparenza che sono i segreti di una relazione sana.

Riteniamo a questo punto doverosa una maggiore attenzione all’istituto della mediazione familiare, uno strumento sulla cui efficacia c’è evidenza scientifica che può far risparmiare sofferenze, tempo e anche denaro ai coniugi coinvolti. Vorremmo che i giudici possano prescrivere la mediazione a professionisti qualificati, afferenti alle associazioni riconosciute come l’AIMeF. Vorremmo chiarezza sugli aspetti economici correlati – la mediazione è un servizio e va pagata. E vorremmo una maggiore informazione sul tema, oltre a quella che tra mille difficoltà portiamo avanti noi, che nel 2015 dobbiamo ancora definirci pioneri.

Nicola Boccola – 27 aprile 2015

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