Cos’è la mediazione scolastica, presto materia obbligatoria

La mediazione scolastica mira a considerare e a comporre i conflitti che si sviluppano dentro e fuori le aule, tra allievi e allievi, tra docenti e allievi, docenti e docenti, come pure tra allievi o docenti e genitori degli allievi. L’obiettivo è quello di aiutare a ridurre le tensioni che possono sorgere tra i membri della comunità scolastica, nel rispetto delle singole esperienze e motivazioni, ai fini di ripristinare e conservare scambi costruttivi sul piano umano, individuale e sociale.

Nella scuola diritti e responsabilità entrano in modo più significativo rispetto a qualche anno fa, perché la violenza si verifica sempre più spesso nel contesto scolastico e nasce dall’impossibilità di esprimere le proprie sofferenze e i propri bisogni. La mediazione risponde a questa esigenza: è proprio nella scuola che, attraverso l’educazione, si prendono in considerazione i sentimenti e c’è una propensione all’ascolto, allo sviluppo delle responsabilità individuali e sociali, all’autonomia, all’iniziativa personale e collettiva attraverso il rispetto delle cose e delle persone.

Nella pratica tutto questo si traduce in un coinvolgimento di tutta la comunità educativa, per sensibilizzarla alle relazioni umane e alla gestione del conflitto, creando uno spazio per la mediazione, formando dei mediatori sia fra gli adulti sia fra i ragazzi che si assumano questo compito all’interno dell’istituzione. Il mediatore sarà apprezzato per la sua sensibilità e per la sua equidistanza dalle parti avverse, al fine di aiutare effettivamente a chiarire i meccanismi del conflitto e a ristabilire i contatti. Il conflitto in ambito educativo si presenta come un’opportunità per realizzare un clima relazionale costruttivo in classe improntato su:

  • Considerare il conflitto occasione di crescita e di possibile apprendimento;
  • Lavorare sulle capacità di gestire in modo creativo il conflitto e di viverlo non in modo distruttivo, facendo capo alle risorse personali;
  • Creare in aula un clima atto a favorire la mediazione: esperienze già vissute e felicemente sperimentate nella scuola;
  • Sensibilizzare sull’importanza della comunicazione per affrontare positivamente il conflitto

La mediazione scolastica si pone quindi come obiettivo quello di far conoscere ai ragazzi un modo diverso di affrontare il conflitto, una modalità alternativa alla fuga ed all’aggressione: essa mostra ai ragazzi ed agli adulti quanto sia importante imparare ad accettare l’altro, accoglierlo, ascoltarlo ed essere ascoltati. Possiamo farne esperienza nel campo della scuola primaria o secondaria ma anche nella scuola dell’Infanzia, sotto forma di gioco. La funzione del gioco è ovviamente una funzione educativa, come tutti sappiamo specie per i più piccoli; la maggior parte delle ore più interessanti è costituita dal gioco e dedicata alle relazioni sociali.

Può spesso essere utilizzata in mediazione scolastica una strategia educativa sulla risoluzione e sulla valenza della riflessione dei conflitti all’interno della realtà scolastica, conosciuta come PEER EDUCATION – educazione tra pari – volta ad attivare un passaggio di conoscenze di emozioni e di esperienze da parte di alcuni membri di un gruppo ad altri membri di pari status, un intervento che mette in moto un processo di comunicazione globale e da un forte atteggiamento di ricerca di autenticità e impegno, in sintonia con i soggetti coinvolti.

CONCLUSIONI

La scuola è divenuta terra di una serie di innumerevoli progetti di cui spesso si perde la memoria: pochi si attuano in modi appropriati e pochissimi vengono pensati nella linea di una vero progetto a lungo termine.

La pratica della mediazione scolastica, proposta come materia scolastica obbligatoria dalla garante dei Diritti dell’Infanzia Filomena Albano, porterebbe nel mondo scolastico energia nuova e un nuovo modo di vivere e relazionarsi: una scommessa sulla quale vale la pena investire. La crisi della scuola è reale e come tutte le crisi va gestita in maniera giusta, equa, neutrale, in modo che le varie parti si vedano rispettati i loro bisogni: scuola e mediazione possono cooperare per questo obiettivo.

Autrice: dott.ssa Irene Mattarelli – email: matirlupa@libero.it


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