Comediazione familiare interdisciplinare: metodologia e vantaggi

La Comediazione Familiare Interdisciplinare propone la compresenza ai colloqui di due mediatori, uno appartenente alla sfera psicosociale e l’altro alla sfera giuridica, al fine di garantire agli assistiti una équipe multidisciplinare: la via principale per giungere pacificamente allo scioglimento del vincolo coniugale, con un intervento che in grado di rispondere a tutte le questioni che possono emergere nella separazione.

Le tre tipologie di Comediazione

La Comediazione rappresenta un diverso approccio con cui si può realizzare la Mediazione familiare. In Italia, negli ultimi anni, molti mediatori hanno posto in essere, sull’esempio di esperienze internazionali, modalità di conduzione del processo mediativo sempre più differenziate.

In particolare, accanto alla conduzione più frequente che vede un solo operatore alla guida del percorso di mediazione, si stanno via via diffondendo modalità che coinvolgono più operatori:

  • La Comediazione semplice, dove sono presenti due mediatori provenienti dalla medesima area professionale

La Comediazione semplice svolge già una fondamentale funzione per la coppia che è quella di raffigurare un vero e proprio specchio di comportamento. La coppia ha infatti la dimostrazione che una discussione può essere affrontata con tono pacato e di ascolto attivo reciproco, anche di fronte a punti di vista differenti. L’impostazione che assicura maggior risultato, secondo la maggior parte degli operatori, è quella caratterizzata dalla presenza di due mediatori di sesso diverso, così da garantire una migliore rappresentazione dell’equilibrio di potere tra sessi (sulle problematiche specifiche nella mediazione con coppie omosessuali leggi qui). La Mediazione Familiare è tuttavia limitata ad un sola area in cui i mediatori sono più forti (tipicamente relazionale o giuridica).

  • La Mediazione Integrata, in cui al mediatore di area psicosociale si affianca un esperto del diritto solo in determinate occasioni;

La Mediazione Integrata, come la Mediazione Familiare tradizionale, viene condotta da un singolo mediatore affiancato da un legale a volte nella fase iniziale (fase di illustrazione giuridica) ma in particolare nella fase finale (durante il colloquio finale quando si redige il progetto d’intesa).
Questo modo di procedere comporta una separazione tra il processo di mediazione e l’elaborazione di accordi concreti. La mediazione si occupa prevalentemente di aspetti relazionali ed emotivi, mentre quelli pratici, organizzativi, legali e giuridici sono demandati a esperti che restano estranei alla mediazione, e i coniugi non sono quindi stimolati ad essere protagonisti attivi delle scelte.
La Mediazione Integrata, attraverso l’intervento parziale del giurista, non risulta essere in linea con le motivazioni di fondo alla base delle mediazioni congiunte.
Gli aspetti relazionali e quelli legali della separazione coniugale sono tra loro legati da un rapporto di interconnessione più che di integrazione: sono dimensioni non solo complementari ma interdipendenti.
Inoltre, la partecipazione saltuaria al processo mediativo di un avvocato o anche di un mediatore legale può essere percepita dalla coppia come invasiva in quanto estranea al legame di fiducia instauratosi all’interno del gruppo di lavoro.  
Dividere nella negoziazione gli oggetti di tipo educativo relazionale da quelli di tipo economico patrimoniale rischia infine di conferire al “famigliare” un’immagine scissa di luogo dove si soddisfano gli affetti diviso dal luogo dove si difendono i diritti.

  • La Comediazione Interdisciplinare, che prevede la compresenza ai colloqui di due mediatori, uno appartenente alla sfera psicosociale e l’altro appartenente alla sfera giuridica.

In questo tipo di Comediazione – quella applicata da Istituto HFC – entrambi gli operatori hanno un percorso formativo che integra le rispettive competenze di base: da una parte l’avvocato che acquista dimestichezza con il linguaggio psichico e con le tecniche della comunicazione e dall’altra il mediatore che acquisisce conoscenza e familiarità con gli aspetti giuridici e con la struttura dei processi legali.
I comediatori, in questa cornice, non presentano la loro opera professionale di relativa appartenenza, ma si proiettano entrambi nell’intervento di mediazione.
La separazione ha così l’opportunità di essere gestita con maggiore completezza, affrontando congiuntamente le problematiche tipiche da prospettive professionali diverse, ma perseguendo l’obiettivo comune all’interno del processo di mediazione, attraverso l’analisi dei molteplici aspetti correlati: affettivi, relazionali, genitoriali, economici, legali.
Attraverso il team multiprofessionale – che affronta le varie sfaccettature emergenti durante la separazione attraverso l’approccio interdisciplinare – le competenze si bilanciano e si compensano valorizzando vicendevolmente il reciproco sapere.

La metodologia della Comediazione Interdisciplinare

La metodologia prevede di individuare e valutare gli obiettivi da perseguire nel corso degli incontri, dopo il momento introduttivo nel quale vengono ripresi i temi trattati durante il colloquio precedente, le eventuali consegne date alla coppia e le relative osservazioni.

È fondamentale che gli obiettivi della seduta siano precedentemente confrontati e condivisi dai due operatori per garantire coerenza agli interventi.

Durante i colloqui, poiché nessuno dei due mediatori interdisciplinari ricopre una funzione predefinita, si assiste ad un passaggio dal ruolo di conduttore a quello di osservatore e viceversa.

Chiaramente sulle questioni di carattere economico-patrimoniale potrà avere più spazio il mediatore legale, mentre se il tema dell’incontro riguarda difficoltà relazionali ne avrà di più il mediatore relazionale.

Ciascun mediatore entra nel campo di azione dell’altro, nella condivisione di un pensiero, di obiettivi comuni, grazie alla co-presenza all’incontro del collega esperto, mantenendo una flessibilità nel giocare i diversi ruoli di rilevanza che la Comediazione Interdisciplinare dà, non solo per l’opportunità di scambiare tali posizioni ma anche di suddividere i compiti (formulare le domande, gestire il processo, osservare il linguaggio analogico), riducendo conseguentemente lo stress della conduzione (Parkinson, 2003).

Questo garantisce:

  • maggiore incisività e efficacia nel raggiungimento degli obiettivi
  • l’alternanza di stili (quello legale, caratterizzato da maggiore direttività, pragmaticità e sintesi e quello psicologico caratterizzato da maggiore accoglienza)
  • l’uso di una procedura di domande circolari e lineari, pause e riprese, che conferisce al percorso una stimolante dinamicità.

Per capire meglio quanto esposto, possiamo seguire questo esempio (i nomi sono di fantasia).

Roberta decide di separarsi da Artemio dopo quindici anni di matrimonio. Hanno un ragazzo di 14 anni, Manlio, molto legato a entrambi. Artemio non accetta la separazione pur nella consapevolezza della sua ineluttabilità. E’ molto teso e piange ad ogni incontro, innervosendo Roberta che intende accelerare i tempi “avendo già individuato le condizioni giuste”. La presenza di due operatori appartenenti ad aree differenti facilita un’alternanza di aperture sulle difficoltà psicologiche del marito nell’accettare la separazione nonché sui temi più concreti richiesti dalla moglie. Entrambi possono in questo modo veder accolta la propria diversa domanda, nei propri tempi, nel medesimo contesto.

L’operatività due mediatori in reciproco consulto fa sì che i genitori possano apprendere una nuova modalità di comunicazione: l’atteggiamento orientato al confronto, all’alternanza, al rispetto e all’utilizzo di una comunicazione paraverbale adeguata costituiscono uno stimolo sperimentale verso modalità di comunicazione alternative, rappresentano un esempio di come il porsi all’ascolto dell’altro, riconoscendone e rispettandone la diversità.

È come se la coppia dei mediatori riproducesse simbolicamente la coppia genitoriale che si misura con le diverse caratteristiche individuali per collaborare alla crescita del figlio, costituendo in qualche modo un modello di identificazione in vista dello svolgimento delle funzioni genitoriali nell’ambito della famiglia separata.

I comediatori hanno al termine dell’incontro un ulteriore momento di riflessione e confronto tra loro, che prevede il feedback reciproco sull’andamento del colloquio; i genitori hanno il compito tra un incontro e l’altro di elaborare gli obiettivi raggiunti (di volta in volta) a partire dalle loro diverse posizioni.

Vantaggi della Comediazione interdisciplinare

La Comediazione interdisciplinare porta alla coppia i benefici di

  • maggiore neutralità (minor rischio di triangolazioni e di sbilanciamenti su un versante troppo giuridico o terapeutico)
  • maggior apertura e dinamicità nella conduzione
  • incremento di competenze a disposizione in termini di informazioni tecniche e strategie di intervento, che garantiscono alla coppia di trattare tutte le diverse problematiche della separazione nel medesimo contesto.

Lisa Parkinson (2003) ha evidenziato il valore aggiunto che la sinergia interdisciplinare può apportare all’intero processo di mediazione. In particolare, la coppia può beneficiare contemporaneamente di competenze di operatori provenienti da aree professionali differenti, a fronte dell’interrelazione tra gli aspetti giuridici e relazionali della transizione alla separazione; è dunque possibile trattare di questioni non solo pratiche ma anche psicologiche, legali e finanziarie (patrimoniali). La gamma di competenze infatti si amplia; si possono dunque affrontare senza particolari problemi sia le questioni legate ai figli che le questioni riguardanti gli aspetti finanziari.

Inoltre la co-conduzione degli incontri di mediazione comporta un lavoro d’equipe, che nel caso di corretto funzionamento, porta ad un incremento della capacità di soluzione dei procedimenti, nonché l’aumento del successo della mediazione anche nei casi maggiormente complessi.

Per i mediatori, i vantaggi principali della Comediazione Interdisciplinare sono costituiti da:

  • minor stress nella conduzione, dall’alternanza dei ruoli (conduttore-osservatore) e dal minor rischio di autoreferenzialità
  • occasione di beneficiare di formazione ulteriore incrementando capacità, informazioni e tecniche degli specifici ambiti professionali (di carattere legale per lo psicologo e di carattere relazionale per il legale), aggiornando in continuo le proprie competenze di base, soprattutto nei casi in cui continuino comunque a svolgere parallelamente la professione originaria.

Di indiscutibile supporto sono la preseduta, il confronto (di ipotesi e percezioni), il monitoraggio delle tecniche di intervento (feedback, mini supervisioni) e le relazioni condivise. La co-conduzione delle sedute costituisce per i mediatori una preziosa opportunità per integrare le rispettive conoscenze e per mettere a confronto, in modo flessibile e proficuo, le proprie modalità di intervento.

La Comediazione inoltre può essere scelta per le più diverse motivazioni che possono riguardare:

  • la formazione (un mediatore inesperto è affiancato ad un mediatore esperto)
  • la supervisione reciproca
  • lo svolgimento di una funzione di equilibrio e supporto (nei casi in cui vi sia un notevole squilibrio di poteri tra le parti)
  • una funzione di equilibrio tra i sessi oppure un equilibrio di tipo culturale (mediatore proveniente dal paese di uno dei mediandi in caso di coppia transculturale)
  • l’incremento delle conoscenze e capacità disponibili all’interno della mediazione
  • ampliamento della gamma e delle strategie possibili d’azione.

La Comediazione interdisciplinare è il tipo di comediazione che offre più competenza e sicurezza nella gestione delle molte problematiche relative alla separazione e vede in modo più accentuato la possibilità da parte dei mediatori di completarsi a vicenda, garantendo il nuovo modello professionale che deve assicurare lo svolgere della funzione in modo coordinato, anche quando discutono e si confrontano sui loro punti di vista (per di più se differenti), garantendo il mantenimento del migliore livello di professionalità e vigilanza.

Inoltre, la suddivisione e gestione dei compiti porta ad una maggiore concentrazione e dunque una migliore focalizzazione dei singoli problemi, rendendo più effettiva ed efficace la mediazione.

La comunicazione con e tra i coniugi, anche nei casi con elevata conflittualità, può essere migliorata attraverso il dialogo tra i co-mediatori, volto alla gestione delle informazioni: ad esempio per far emergere delle informazioni che le parti non hanno dato, oppure per limitare la gestione di casi con forte squilibrio di potere.

In ogni caso, affinché una co-conduzione apporti i suoi vantaggi, è necessario che i due mediatori possiedano una formazione alla mediazione uniforme, condividendone il paradigma teorico di riferimento; così come la comprensione reciproca di punti di vista e valori, al fine di poter incrementare la loro complementarietà e l’appoggio reciproco, per potersi soccorrere a vicenda nei momenti di difficoltà. Un possibile disaccordo potrebbe infatti contraddire i co-mediatori ed indebolirli vicendevolmente.

Altro aspetto da non trascurare è l’uniformità, la comprensibilità e la chiarezza del linguaggio: è sconsigliato usare con i partecipanti il gergo della propria disciplina.

Svantaggi della Comediazione

  • Il costo della mediazione, che secondo alcuni raddoppierebbe: due mediatori costano più di uno solo. Tuttavia la possibilità di trattare professionalmente (da parte del mediatore avvocato) con i legali delle parti, da collega a collega, riduce i tempi di intervento e gli equivoci possibili: così facendo si dovrebbe ridurre anche il costo complessivo della mediazione.
  • problemi di logistica e organizzativi (lo spostamento di uno dei mediatori comporta tempo e costi aggiuntivi; può risultare ancora più difficile fissare gli appuntamenti in cui siano presenti tutti e quattro gli attori coinvolti)
  • il tempo impiegato è maggiore, poiché tutti gli atti della mediazione dovranno essere compiuti congiuntamente.

Conclusione

Alla luce delle considerazioni proposte, il modello di Comediazione Interdisciplinare sembra possedere importanti requisiti idonei ad offrire alla coppia un servizio completo e di qualità, che le permetta di vedere integrati e accolti, nell’ambito del medesimo processo mediativo, i differenti bisogni di tipo relazionale, economico-patrimoniale e educativo.

La fondamentale risorsa della Comediazione Interdisciplinare e il concetto di fondo a cui si ispira è il riconoscimento della differenza, che inviti al mediatore di volgere uno sguardo aperto, curioso e rispettoso nei confronti di ambiti professionali diversi dal proprio (sia nei confronti di altre discipline, sia nei confronti della professione del co-mediatore) per offrire alla coppia un servizio versatile e il più possibile esaustivo.

La formazione potrebbe, quindi, stimolare il futuro mediatore a sviluppare un atteggiamento flessibile, consapevole dei propri pregiudizi e di maggiore accettazione della diversità dell’altro, attitudine che una volta acquisita ed espressa in mediazione, potrà essere recepita e interiorizzata anche dai genitori e costituire per loro un prezioso strumento per rigenerare i legami familiari.

Autrice: Luisa Cerasaro, Mediatrice familiare – luisa.cerasaro71@gmail.com

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