La Mediazione Familiare per coppie omosessuali

La mediazione familiare viene utilizzata dalla comunità LGBT sin dal 1970, negli USA e in Australia, come unica alternativa alla soluzione dei conflitti per le coppie same-sex, in quanto non vi era (ancora) alcun riconoscimento legale delle unioni omosessuali; inoltre, le decisioni giudiziarie risultavano spesso omofobe perché influenzate da stereotipi e pregiudizi sul comportamento omosessuale, in particolar modo quando si è trattato di decidere in merito alla custodia dei minori. Insomma, quello che si riscontrava era una certa ostilità degli avvocati e dei giudici nei riguardi della comunità LGBT (Moscati, 2015).

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In Senato il ddl per l’istituzione della figura del Mediatore Familiare

E’ stato pubblicato il decreto di legge 2686 per listituzione della figura del mediatore familiare e le disposizioni in materia di mediazione familiare. Rispetto alla proposta di legge dello scorso ottobre, sostenuta dalla presidente AIMeF Federica Anzini e presentata dal sottosegretario Federica Chiavaroli e dalla senatrice Laura Bianconi, il ddl presenta a seguito del drafting delle lievi modifiche: vediamo nel dettaglio gli aspetti salienti e le novità introdotte, e in seguito il testo integrale.

1 – Il primo articolo riporta le finalità dell’intervento di mediazione, la cui rilevanza pubblica e funzione sociale è sottolineata. Il comma 2 esplicita che per mediazione familiare si intende un percorso volontario che sostiene e facilita la riorganizzazione delle relazioni familiari nei casi di cessazione di un rapporto di coppia a qualsiasi titolo costituito e in altri casi di conflitti familiari e parentali. Si va dunque verso un ambito di applicazione esteso – meglio precisato nell’art. 5 – che comprende anche le separazioni delle coppie di fatto e la mediazione tra familiari

2 – Il secondo articolo riporta la classica definizione operativa di mediazione familiare, con riferimento alla terzietà, neutralità, indipendenza, equidistanza, e al fine di elaborare un progetto di riorganizzazione delle relazioni familiari rimesso totalmente alla volontà delle parti.

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Il piano genitoriale: strumento per facilitare gli accordi sulla genitorialità

Il Tribunale di Civitavecchia si sta dimostrando all’avanguardia nella cura delle separazioni conflittuali: propone lo strumento del piano genitoriale, mutuato dalla coordinazione genitoriale di Debra Carter, in grado di articolare e definire pressoché tutti gli aspetti della genitorialità, offrendo così alle coppie genitoriali una struttura solida a cui riferirsi per la gestione dei minori.

Queste le regole fondamentali del piano genitoriale.

ENTRAMBI I GENITORI devono:

  • Mantenere una comunicazione funzionale con i figli
  • Mantenere una comunicazione regolare con l’altro genitore ed essere collaborativi tra loro
  • Seguire rigorosamente il piano genitoriale
  • Contattare immediatamente l’altro genitore in caso di emergenze che riguardano i figli

IL GENITORE COLLOCATARIO deve:

  • Condividere con l’altro genitore tutte le informazioni riguardanti il figlio (es. scuola, insegnanti, attività, amici ecc.)
  • Essere flessibile e sostenere la relazione del figlio con l’altro genitore. Non deve squalificare l’altro genitore, né controllare o interferire nella comunicazione tra lo stesso ed il figlio

Potete trovare il piano genitoriale di base su questo link. Altri piani genitoriali, specifici per diverse situazioni (lunga distanza, alta strutturazione, sicurezza), sono disponibili su questo link.


In arrivo la legge sulla Mediazione Familiare targata AIMeF

Un momento della presentazione: in piedi la presidente AIMeF Anzini, alla sua destra il Sottosegretario Chiavarone

Un momento della presentazione: in piedi la presidente AIMeF Anzini, alla sua destra il Sottosegretario Chiavarone

Stamattina, in concomitanza con la Giornata Nazionale della Mediazione Familiare, si è tenuta una conferenza stampa presso la Sala Nassirya del Senato della Repubblica durante quale il presidente dell’Associazione Italiana Mediatori Familiari Federica Anzini, insieme ai suoi collaboratori: Isabella Buzzi, Francesca Genzana, Susanna Murro e Giovanni Grauso, ha presentato la proposta di legge dell’ A.I.Me.F.

Presenti accanto ai membri dell’associazione di mediazione familiare, l’On. Laura Bianconi, Presidente del gruppo Area Popolare ed il Sottosegretario di Stato al Ministero della Giustizia Federica Chiavaroli.

Le principali novità introdotte riguardano:

  • Il riconoscimento dell’imprescindibile funzione sociale di facilitare, agevolare l’assolvimento delle responsabilità genitoriale “nell’interesse del minore” dopo la cessazione del rapporto di coppia;
  • Definizione della Mediazione Familiare;
  • Definire della figura del mediatore familiare rispetto alla sua formazione, agli ambiti di intervento e della deontologia
  • Modifiche al codice civile

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Nuove regole per la formazione e la pratica in Mediazione Familiare

sposa bagnata

Siamo alla vigilia della nuova legge che regolamenterà la mediazione familiare e gli altri strumenti di risoluzione alternativa delle controversie. Lo richiede l’Europa, lo chiedono gli operatori della giustizia affogati dal numero di procedimenti.

AIMeF, l’associazione che costituisce il punto di riferimento per la mediazione familiare, muovendosi d’anticipo ha stabilito di creare delle norme UNI per regolamentare l’accesso e la pratica professionale, per diversi motivi

 

  1. Armonizzarsi con le regole in vigore negli altri paesi europei
  2. Offrire la possibilità di partecipare ai concorsi pubblici
  3. Garantire una maggiore preparazione dei mediatori familiari in vista dell’apertura a un mercato molto più vasto

 

Queste nel dettaglio le nuove regole a cui Istituto HFC ha già aderito

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Cos’è la valutazione delle capacità genitoriali – Il secondo cartone animato di Istituto HFC

Cos’è la valutazione delle capacità genitoriali from Istituto HFC on Vimeo.

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Cos’è la Mediazione Familiare – Il cartone animato di Istituto HFC

Il nostro cartone animato divulgativo presentato durante il convegno Mediazione Familiare: risorsa del presente, professione del futuro del 12 febbraio 2016

Cos’è la Mediazione Familiare from Istituto HFC on Vimeo.

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7 comportamenti quotidiani che ci rendono meno intelligenti

vernice angolo1 – I grassi saturi riducono la flessibilità cognitiva Una nuova ricerca ha stabilito che diete con alto contenuto di grassi e zuccheri provocano danni significativi alla flessibilità cognitiva. La flessibilità cognitiva è la capacità di adattarsi al mutare delle situazioni. La ricerca è stata condotta su topi di laboratorio: sono stati assegnati a gruppi ai quali veniva somministrata una dieta normale, una dieta ricca di grassi o una dieta ricca di zuccheri. Dopo quattro settimane, le prestazioni mentali dei topi con dieta ricca di grassi hanno cominciato a deteriorarsi. 2 – Il multitasking restringe il cervello Secondo una recente ricerca, l’utilizzo contemporaneo di computer portatili, telefoni cellulari e altri dispositivi multimediali porterebbe a una riduzione di strutture importanti nel cervello. Per la prima volta i neuroscienziati hanno scoperto che le persone che fanno uso di più dispositivi contemporaneamente hanno una minore densità di materia grigia in un’area del cervello associata al controllo cognitivo ed emotivo. Per multitasking intendiamo, ad esempio, l’ascolto di musica durante l’utilizzo di un videogame, guardare la TV mentre si effettua una telefonata o anche leggere il giornale con la tv accesa. (Clicca qui per leggere tutto)

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Fototerapia relazionale: l’uso delle immagini per comprendere e sostenere la relazione

invisibleChi scatta una fotografia, chi ne è ritratto, chi la osserva, chi poi la sceglie e conserva, genera sempre un significato legato a quell’immagine. Un significato personale che esiste in ogni caso, sia quando è concreto ed esplicito, dichiarato, sia quando è inconsapevole o non direttamente riconducibile a ciò che si vede. Per una stessa fotografia troviamo quindi molteplici significati che corrispondono idealmente alle diverse persone che la faranno oggetto del loro sguardo e ai diversi momenti in cui, queste stesse persone, si fermeranno a guardarla. Le tecniche di fotografia terapeutica si concentrano proprio sull’esplorazione dei significati personali legati alle immagini. L’accento sulla relazione permette di ricavare, attraverso l’osservazione di determinati elementi, ulteriori informazioni utili alla comprensione dei rapporti significativi della persona:
        • Cosa può dirci di noi una fotografia che scegliamo anche se ritrae altre persone?
        • Cosa racconta di noi e del modo in cui stiamo con gli altri una fotografia che ci ritrae da soli?
        • Quale virtù e quale limite del nostro rapporto di coppia, del nostro essere genitore o figlio, ci segnala una foto di famiglia?

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La tecnica delle sculture familiari come rappresentazione della storia individuale

 

 

mamma figliaStrumento terapeutico da utilizzare con coppie e famiglie, le sculture familiari furono introdotte dalla psicoterapeuta sistemico-relazionale Virginia Satir nel 1972. Questa tecnica innovativa permette di utilizzare il tempo e lo spazio attraverso modalità analogiche, metaforiche, non-verbali: consistono in una rappresentazione della coppia o famiglia, in cui si invitano i membri ariprodurre le abituali modalità di interazione reciproca. Si crea così un’esperienza emozionale intensa che favorisce la capacità di sentire, di dire, di ascoltare e di essere ascoltati elevando la stima di sé e avviando una trasformazione nel sistema. L’uso di un linguaggio analogico e metaforico si inscrive all’interno di un processo creativo in cui il terapeuta e la coppia partecipano insieme. L’uso di questo registro espressivo e comunicativo, saltando la mediazione e ivincoli della logica razionale, tocca i livelli emotivi più profondi e inconsapevoli. Mobilita la specificità dei vissuti dei singoli, ma è anche aperto ad una polivalenza di significati e quindi stimola una elaborazione creativa da parte del paziente, della famiglia e del terapeuta.

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Social Dreaming: l’innovativa tecnica inglese per la clinica e la formazione

crescitaIl Social Dreaming è una tecnica di lavoro di gruppo che valorizza il contributo che i sogni possono offrire alla comprensione non tanto del mondo interno dei sognatori, ma della realtà sociale ed istituzionale in cui vivono. Introdotta negli anni ’80 da Gordon Lawrence della Tavistock Institute, ha come caratteristica di

            • consentire un rapido accesso all’inconscio e al pensiero subliminale del sistema dei partecipanti
            • essere semplice da apprendere e applicare
            • portare a scoperte inattese
            • favorire la capacità di tollerare il non sapere, per poter realmente accedere a pensieri nuovi

 

Come funziona? Dal punto di vista pratico si sviluppa in una serie di incontri di gruppo – fino a 5 – della durata di un’ora e mezza, coordinati da uno o più conduttori. Il setting circolare che i gruppi compongono, non è governato al centro dal conduttore ma lasciato vuoto e libero per ospitare idealmente le immagini e i vissuti, consentendo di far sviluppare e comporre la cosiddetta matrice di Social Dreaming, ovvero, secondo la definizione dello stesso Lawrence, “il luogo da cui nasce qualcosa”. (Clicca qui per leggere tutto)

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Obbligo di ECM: psicologi pronti al boicottaggio

obbligo_ecmLa notizia si sta diffondendo rapidamente, tra incredulità e amarezza: l’Ordine nazionale degli Psicologi sarebbe pronto a recepire l’obbligo alla formazione continua, proponendo però per i propri iscritti gli ECM, crediti per la formazione sanitaria. LE DICHIARAZIONI Il presidente del CNOP Giardina afferma:

in futuro tutti gli psicologi necessiteranno di crediti ECM: si resta in attesa della validazione del regolamento da parte del ministero della salute

L’INCOERENZA Fin dal primo anno dell’Università ci insegnano a non confondere o mimetizzare la nostra professione con quella medica. Tanto che gli ECM sono obbligatori solo per gli psicologi che lavorano nella sanità pubblica (maggiori informazioni). Per la nostra professione si stavano giustamente progettando dei crediti FCP – Formazione Continua in Psicologia – con attività coerenti con la nostre professione: crediti sarebbero arrivati non solo grazie ai corsi, ma anche con attività come supervisioni, stesura di articoli. GLI SVANTAGGI Le procedure di accreditamento ECM attraverso il Ministero della Sanità sono particolarmente macchinose, oltre che care. (Clicca qui per leggere tutto)

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Divorzio breve, assegno annullato, patti prematrimoniali: cosa cambia nella relazione tra coniugi

i love you -seenChi ama non teme il divorzio. E’ il caso di richiamare questa citazione di Nilde Iotti di fronte alle importanti novità nel diritto di famiglia, definite da alcuni organi di stampa cattolici addirittura “traguardi incivili”. Meglio rimanere incatenati a un matrimonio conflittuale, causa di danno e pregiudizio per i minori coinvolti, o facilitare soluzioni che possono rappresentare una rinascita nelle persone coinvolte? Esaminiamo nel dettaglio le implicazioni delle ultime novità.Divorzio breve L’Italia, grazie al voto alla Camera nel quale si è registrato un forte consenso (398 sì, 28 no e 6 astenuti) ha il suo divorzio breve. Saranno ora necessari solo sei mesi per ottenere il divorzio, se consensuale, o un anno in caso di ricorso in giudizio: la legge si applica anche ai procedimenti in corso. La legge eviterà quelleviae crucis giudiziarie a cui si dovevano sottoporre quasi punitivamente i coniugi separandi, ed eviterà il ricorso all’incredibile fenomeno del turismo divorzile, allineando il nostro paese agli standard europei. Tutto in direzione del “giusto processo“, espressione paradossale che però racchiude tutti i tristi primati del nostro litigioso paese sulla lunghezza dei procedimenti. Assegno di mantenimento annullato per convivenze successive La convivenza more uxorio fa venir meno il diritto all’assegno divorzile solo se sia stabile e duratura, e dunque dia luogo a una vera e propria famiglia di fatto, eventualmente accompagnata dalla nascita di figli.
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La psicologia dei social network. Perché condividiamo? Che tipo di social sharer sei?

social_sharing_timeYoutube ha appena compiuto dieci anni: il 14 febbraio 2005 venivano registrati marchio, logo e dominio del portale di condivisione video più popolare del pianeta. L’idea, narrano le cronache, nasce durante una festa del gennaio di quell’anno, o meglio subito dopo: 3 amici vogliono condividere su Internet foto e video del party. No problem per le immagini; niente da fare per i video. Uno dei siti più popolari del mondo avrebbe dunque origine da questa frustrazione. Youtube, insieme alla pletora di social network nati negli stessi anni come Facebook, Twitter, Linkedin, Instagram (per citare solo i più conosciuti) e a nonna email, concepita già nel 1971, ha rappresentato una vera rivoluzione nelle modalità comunicative umane. Significativa la copertina del numero speciale di Time per l’anno 2006: la persona dell’anno era “You” – tu, voi. Noi. Noi che da quel momento potevamo avere il controllo dell’informazioni in entrata e in uscita con un semplice click, rendendo incredibilmente più efficace e veloce un’attività – la condivisione di notizie ed emozioni ai membri del proprio gruppo – che pratichiamo fin dai tempi delle caverne. Quanto questo controllo sia reale e quanto il processo sia benigno è tutto da verificare: nuovi rischi ci si parano, da un controllo orwelliano del nostro flusso comunicativo a scopi commerciali (uno scenario tutt’altro che fantascientifico è quello delle pubblicità ad personam non solo sul web ma anche per strada, attivate dai nostri smartphone) all’eccessiva quantità di informazione disponibile, che dobbiamo imparare a selezionare criticamente.

        • Quali sono le motivazioni alla condivisione di contenuti online, a volte così potente da configurarsi come dipendenza

 

 

      • Quante tipologie di social sharer esistono?

 

 

 

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Novità per Psicologi Giuridici: sportello gratuito Ordine, borse di studio CNOP, manuale strumenti operativi

solitudineLa Psicologia Giuridica è in fermento: mai come in questo periodo gli operatori avvertono la necessità di non essere più monadi isolate e agire in comunione di intenti, riconoscendosi come portatori di una competenza preziosa ma sottovalutata. In questo post sono state segnalate le prime iniziative del Gruppo di lavoro in psicologia forense dell’Ordine del Lazio, che sta meritoriamente affrontando le sfide attuali in un clima di grande collaborazione; da un mese a questa parte ci sono già novità e aggiornamenti. In particolare a gennaio sarà avviato presso l’Ordine degli Psicologi del Lazio uno sportello gratuito offerto ai colleghi che già lavorano nell’ambito della psicologia giuridica o che intendono avvicinarsi a quest’ambito, per mettere a disposizione dei colleghi più giovani l’esperienza dei più esperti in riferimento alle questioni pratiche intervenienti nelle loro consulenze. L’obiettivo, oltre quello di supportare i colleghi meno esperti nell’avviamento delle loro attività, è quello di costruire una learning community che porterebbe diversi vantaggi per la nostra professione

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Divorzio: quando il Vaticano è più progressista della sinistra italiana

Padre Annibale (Steve Peixotto)E’ quello che ho pensato e che provocatoriamente riporto in questo spazio, al ritorno dalla presentazione romana di Amore e sesso ai tempi di papa Francesco. Un saggio ipercontemporaneo che narra delle faide vaticane a partire dall’ultimo conclave – quello che ha visto vincitore il papa “che viene dalla fine del mondo”, che si è preso il nome del santo che si è liberato delle sue ricchezze e ancora si presenta come vescovo di Roma – fino al sinodo straordinario sulla famiglia del mese scorso. (…) Bergoglio raccomanda di non avere paura delle novità e si impegna con gesti straordinari – un sondaggio da opinione e la pubblicazione integrale dell’intero documento finale del sinodo – a portare avanti le sue aperture verso chi è portatore di una storia di sofferenza e vorrebbe trovare consolazione nella fede. Al netto delle barricate dei porporati più tradizionalisti. Cosa accade invece al di là del Tevere? (…)

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Tirocini per CTU e altre novità per psicologi giuridici

psicologi giuridiciSi è tenuta ieri nella sede dell’Ordine degli Psicologi del Lazio la prima riunione del gruppo di lavoro in Psicologia Forense. L’occasione era quella di illustrare i primi provvedimenti del nuovo consiglio dell’Ordine in una materia in fermento e in rapida evoluzione, e di favorire una partecipazione orizzontale di chi opera sul campo. Un problem finding e un tentativo di problem solving, quindi. Questi i principali temi di cui si è trattato. Denunce tra colleghi La Commissione Deontologica, secondo il consulente legale dell’Ordine Antonello Cucino, è oberata di lavoro per ricorsi contro colleghi impegnati come CTU e CTP: una stima di 50 casi solo quest’anno. La ragione principale è considerata la scarsa preparazione dei colleghi sulle regole processuali. C’è di sicuro qualcos’altro (…)

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Perché noi donne ci facciamo ingannare?

 

donne ingannateIn uno studio pubblicato quest’estate dalla rivista Organizational Behavior and Human Decision Processes, i ricercatori delle Università di Berkeley e Pennsylvania hanno esaminato il ruolo che il genere sessuale svolge nelle trattative ingannevoli: ne risulta che le donne vengono ingannate più frequentemente rispetto agli uomini. Non perché le donne siano peggiori negoziatrici rispetto agli uomini: uomini e donne si sentono molto più a loro agio a mentire a delle donne.

 

L’idea per lo studio arriva dall’esperienza professionale di Laura Kray, che nel corso degli ultimi 17 anni ha constatato come un ingente numero di studentesse MBA si era lamentata a causa delle menzogne ascoltate durante le simulazioni di trattativa nelle loro classi di business management. Insieme ai partner di ricerca Jessica Kennedy e Alex Van Zant, la Kray ha esaminato sistematicamente se le donne siano più propense degli uomini a essere raggirate durante vari tipi di trattativa. L’esperimento è stato condotto attraverso giochi di ruolo negoziali con 298 studenti MBA, per testare l’impatto dell’inganno sui risultati negoziali. Gli studenti potevano decidere, durante una simulazione di trattativa immobiliare, di dire la verità, travisare le informazioni o mentire circa le loro intenzioni al fine di indurre il negoziatore a chiudere un accordo. Risultato: le donne sono state bersagliate da bugie anche clamorose rispetto agli uomini, avviando così operazioni commerciali più sfavorevoli.

 

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Gli psicologi e l’esame di realtà

toro camicia di forzaI colleghi che bazzicano i social network l’avranno senz’altro incrociato: uno status Facebook divenuto virale in cui una donna, Chiara Mentefalsa, sproloquia sulla professione psicologica. Dichiara di essere “come una psicologa ma non ho fatto l’università”; dice di “capire le persone con un solo sguardo” e saper fare “l’interpretazione dei sogni cercando qualcosa su internet ma nemmeno troppo”. Ha il rammarico di non poter “prescrivere i farmaci perché di quello me ne intendo ancora poco” e chiede come poter ottenere la laurea senza la seccatura degli esami. Il profilo personale dell’autrice indica chiaramente che si tratta di una presa in giro, o una provocazione: Chiara in altri momenti chiede come diventare veterinaria senza laurea, crede che Twitter sia rotto perché non riesce a scrivere lunghi messaggi e così via. C’è invece chi ha rilanciato la nota decontestualizzandola dal setting originario e provocando un’ondata di indignazione: c’è chi suggerisce che l’autrice sia “possibile di denuncia”, chi propone il rogo, chi ne stigmatizza l’ignoranza. Chi, subodorando la burla, paternalisticamente la taccia di essere portatrice di disturbi mentali. (Clicca qui per leggere tutto)

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Rapporto tra Mediazione Familiare e professione forense

Il video dell’intervento dell’avvocato e mediatrice familiare Manuela Pagliaroli al convegno Presente e futuro della Mediazione Familiare del 28 febbraio. Rapporto tra Mediazione familiare e professione forense – Manuela Pagliaroli from Istituto HFC on Vimeo.

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L’effetto Pigmalione e le etichette in psichiatria

Questo splendido video, realizzato dall’associazione non governativa Citizens Commission on Human Rights, richiama l’attenzione sull’annosa questione dell’etichettatura in psichiatria, rischio si va acuendo con il nuovo iperpatologizzante manuale DSM-5 appena pubblicato.

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CTU trasformativa: intervista sul futuro di Consulenza Tecnica e Mediazione Familiare

divorzio“Avete mai notato quanto si assomigliano avvocato, CTP e rispettivo coniuge?”. Esordisce così il Claudio Bencivenga, membro dell’Ordine degli Psicologi per la formazione albo CTU del Tribunale e coordinatore del corso in Psicologia Giuridica di Istituto HFC, a margine del suo intervento sull’ascolto del minore promosso dall’Ordine degli Avvocati di Roma. Intervento in cui Bencivenga si fa latore o convinto alfiere della CTU trasformativa, già proposta dall’impostazione sistemico/relazionale e che si colloca nel solco della cultura dell’autodeterminazione e del diritto mite proposto da Zagrebelsky. Di seguito uno stralcio della nostra conversazione. – Professore, quale il senso della sua battuta? – Sappiamo dagli studi di Psicologia Sociale come un contesto che veda due gruppi non necessariamente in antagonismo ma semplicemente accomunati dal fatto di essere in qualche modo in relazione tra loro, già di per sé crea le condizioni per una dinamica competitiva in cui le differenze intragruppo vengono livellate – in termini di percezioni, opinioni – e quelle intergruppo accentuate. Questi fenomeni possono essere amplificati se la natura di tale contesto assume intrinsecamente fattori di competitività dove c’è una posta in gioco e una sorta di arbitro che deve esprimere un verdetto. Sappiamo però che se ai due gruppi viene posto un obiettivo sovraordinato – il cui raggiungimento è possibile solo con l’unione delle forze e delle risorse in campo – le dinamiche oppositive lasciano spazio alla collaborazione e cooperazione costruttiva. – Quali sono i rischi della competizione tra le parti per il lavoro scientifico del consulente? – (clicca qui per leggere tutto)

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Doodle Rorschach: trionfo e banalizzazione del dott. Hermann

dooodle_rorschachPer l’anniversario della nascita di Hermann Rorschach Google gli dedica un doodle graficamente impeccabile in black and white: un esaminatore a gambe accavallate, una stanza sulle cui pareti si stagliano le sacre lettere del motore di ricerca più potente, tra due mani in inquadratura soggettiva una tavola con delle macchie e bottoni di condivisione sui social network di ciò che si vede nella piccola tavola. L’occasione è giusta per rilanciare la popolarità di un test che se usato correttamente è più efficace di una sfera di cristallo (clicca qui per leggere tutto).

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MadBid: i segreti della compulsiva tecno-riffa

matrioska uovo(di Nicola Boccola; tratto dal Fatto Quotidiano del 12-1-2012) La facilità dell’acquisto a colpi di clic e l’assenza di medium umano possono condurre allo shopping compulsivo. Lo sanno bene i creatori inglesi di MadBid, dealer con un funzionamento a metà tra l’asta e la riffa in cui si offre la possibilità di acquistare ambìti prodotti elettronici, come iPhone o computer, a prezzi estremamente convenienti. Il meccanismo prevede che l’oggetto sia collocato in un’asta della durata massima di 8 minuti, ad un orario prestabilito, con prezzo di partenza pari a 0 euro. Ogni utente, dopo aver acquistato un pacchetto di puntate (il cui costo singolo parte dai 10 cent, per pacchetti da 350 euro) può puntare sull’oggetto: se il timer si azzera senza che nessun’altro rilanci l’oggetto è aggiudicato, altrimenti il timer riparte e il prezzo dell’oggetto sale di 1 cent. Questo meccanismo permette senz’altro al vincitore di risparmiare, ma omette di segnalare che gli utenti perdenti finanziano fino a cinque volte il valore dell’oggetto – ad esempio, per una macchina fotografica del valore di 400 euro venduta a 80 euro, il sito guadagna l’equivalente di 8000 puntate, in questo caso circa 1000 euro. Tutto legale, visto che il regolamento è ampiamente spiegato e gli utenti sono solo maggiorenni; curioso però che negli Stati Uniti non sia possibile giocare. La scelta strategica di MadBid, che chiede ai vincitori dell’asta, ancora euforici, di girare e inserire su Youtube un video che testimoni il conveniente acquisto, si è rivelata vincente: nato nel 2008, il sito si è sviluppato così rapidamente da essere presente oggi in gran parte dell’Europa e del Sudamerica; e chi proprio non riesce a smettere di puntare può continuare a farlo dal telefonino. Fin dall’iscrizione, tutto il meccanismo è finalizzato all’instaurarsi di una dipendenza (clicca qui per leggere tutto)

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Arriva il divano di Freud con le macchie di Rorschach

È stato presentato ieri a Milano in un evento collaterale al Salone del Mobile Lapsus, un artwork a cura del designer Fabio Novembre: si tratta di una chaise longue invasa dal freudiano tappeto persiano sottostante, su cui campeggiano come ornamenti le sagome di alcune macchie di Rorschach.

L’installazione, oltre a mettere insieme design e psicoanalisi come aveva già fatto Le Corbusier nel 1928, accosta due tecniche e modelli psicologici che se non sono fratelli sono almeno cugini.  Lapsus è stato presentato nel corso di un ironico “psychoanalytic cocktail”, a richiamare la suggestione che Freud e seguaci ancora esercitano sulla cultura pop e sulla classe borghese contemporanea attingendo anche all’inesorabile potere evocativo delle macchie; allo scopo, secondo l’autore, di “interpretare il destino, tessuto attraverso la trama femminile e l’ordito maschile”. L’opera, al di là del suo valore artistico, riapre il dibattito sulla diffusione delle macchie di Rorschach (leggi tutto).

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Stalking, l’avvocato: “Più facile difendere il carnefice che la vittima”

 

Articolo tratto da Redattore Sociale del 5-4-2013

ROMA – A quattro anni dalla sua entrata in vigore la legge 38/2009 presenta ancora molte criticità, al punto che fare una denuncia per stalking può risultare a volte impossibile. Ma le omesse denunce, favoriscono gli esiti tragici della vicenda, soprattutto quando la vittima è una donna. Le principali novità sullo stalking, dall’introduzione dello specifico reato, sono state al cento di un seminario organizzato da Studio HFC ieri a Roma. Nel corso dell’incontro è stato anche tracciato il profilo dello “stalker tipico”. L’avvocato: “Più facile difendere uno stalker che una vittima”. Secondo l’avvocato penalista Roberto Raglione “la legge risulta estremamente lacunosa”, tanto che si potrebbe mettere in dubbio la sua legittimità costituzionale. In particolare, spiega, manca la specificazione delle condotte incriminatici e così le denunce risultano difficili da portare avanti. “La norma pone un particolare accento sulla valutazione dei profili soggettivi, relativi ad un perdurante grave stato di ansia e di paura, la cui ricostruzione ed affermazione in sede penalistica può risultare impossibile – afferma Raglione – Arriviamo al paradosso per cui è più facile assistere uno stalker che una vittima in sede penale”. Secondo Raglione sarebbe quindi “auspicabile un richiamo all’oggettività della condotta ad integrare la fattispecie criminosa” come è stato fatto già in altri paesi come l’Austria. Il profilo dello stalker: uno su tre è recidivo. La criminologa Irene Pacifico ha poi evidenziato il profilo dello stalker tipico, riprendendo i dati del libro “I labirinti del male” di Garofano e Diaz (ed. Infinito, 2013). Nel 70 per cento dei casi di tratta di un uomo, nel 95% lo stalker conosce la vittima. Nell’80 per cento dei casi chi mette in atto condotte persecutorie è un manipolatore affettivo (mette subito in atto violenza psicologica), nel 70% si tratta di persone che sono state vittima di un lutto o di un abbandono mai elaborato. L’85% vive il Cai (colpo di abbandono improvviso), a causa del quale si attivano le stesse aree cerebrali della tossicodipendenza. Il 90% degli stalker ha poi uno stile di attaccamento insicuro (ambivalente/evitante), mentre solo il 10 per cento soffre di patologia psichiatrica. Uno stalker su tre è recidivo. Denuncia di stalking strategia in alcuni casi affido minori. Secondo lo psicologo Nicola Boccola “da un lato esiste il problema della cospicua presenza di falsi positivi, conseguenza anche della legge sull’affido condiviso che spinge alcuni genitori a denunciare per stalking l’ex partner come strategia processuale”. Ma ci sono anche i casi gravi delle omesse denunce: “l’isolamento sociale verso cui è spinta la vittima – sottolinea Boccola –che nel 70 per cento dei casi è di genere femminile, favorisce gli esiti tragici del fenomeno”.

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Le scissioni di Papa Francesco

 

Papa Bergoglio si presenta come un prete alla mano: la sua biografia narra di traversate a Roma con i mezzi pubblici, pasti preparati da solo e totale rintracciabilità telefonica. Tifoso di calcio, ballerino: un curriculum da progressista, malgrado le posizioni medievali sulle donne e un passato chiacchierato in Argentina. La scelta del nome è significativa: Bergoglio, già professore di psicologia e letteratura, adotta il nome di quel santo da cui non solo si fa cominciare la storia della letteratura italiana, ma che si è radicalmente battuto contro il mondo mercantile paterno, spogliandosi delle sue ricche vesti con una prodigalità quasi da interdizione. Un uomo in odore di schizofrenia secondo alcuni commentatori moderni: i comportamenti stravaganti, i suoi colloqui con gli animali e le voci dal crocifisso che lo stimolarono alle scelte più significative della sua vita inducono a non sottovalutare l’ipotesi. L’auspicio è quello di una rottura con il passato recente della Chiesa, fatto di scandali sessuali, corvi ed evasione fiscale legalizzata; tuttavia la scissione considerata come meccanismo di difesa (alla base della schizofrenia) ha caratteristiche disfunzionali, in quanto forza il passaggio nella percezione dell’oggetto da completamente cattivo a completamente buono e viceversa. L’augurio che facciamo al nuovo Papa è quello di riformare la Chiesa in continua e fruttuosa interazione con la globalità dei suoi fedeli: un po’ come ha fatto ieri, chiedendo quasi in modalità social network di ricambiare la preghiera che aveva appena dedicato loro.

 

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Le distorsioni dei media nella vicenda del bambino di Padova

 

(Versione ridotta; l’articolo integrale è disponibile sull’Osservatorio Psicologico nei Media)

 

Tra le deformazioni più evidenti dei media nella vicenda di Padova l’acritica adesione alla versione dei fatti della madre del bambino nel raccontare la vicenda, incurante dell’ottica sistemico-relazionale nonché della sentenza con cui a questa era revocata la podestà genitoriale; la discussione sulla sindrome da alienazione genitoriale (PAS), quasi sempre fraintesa e rigettata talvolta sulla base del giudizio personale sulla vita di colui che l’ha descritta, lo psichiatra americano Richard Gardner. Il dibattito è andato avanti per giorni: di seguito una rassegna delle intrecciate trame in cui si è evoluto.

Prima fase: le reazioni emotive e pro domo sua L’11 ottobre l’Ansa, ripresa da diversi quotidiani, riporta le parole della madre per cui “secondo la Pas, se il bambino non viene prelevato dalla famiglia materna e “resettato” in un luogo neutro, come una sorta di depurazione, non potrà mai riallacciare il rapporto con il padre. Tutto questo in base a una scienza spazzatura che arriva dall’America”. La notizia è riportata attraverso il punto di vista della madre, che offre anche il suo giudizio su fatti scientifici. Su questa parziale ricostruzione si basa il dibattito nei primi due giorni: ampio spazio è offerto anche all’avvocato della donna, che basa la propria strategia processuale per il ricorso in appello contro la revoca della podestà genitoriale definendo la PASuna porcheria frutto della mente di un pervertito”. (leggi tutto)

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Lettera aperta contro le dichiarazioni di Tiberio Timperi

Questo il testo integrale della lettera pubblicata oggi dal Fatto Quotidiano a p.23, e le firme di chi ha aderito. Gentile Redazione, dall’onda emotiva suscitata dalla vicenda di Padova si è originato un dibattito che troppo spesso non ha reso giustizia, oltre che della complessità delle dinamiche familiari, della professionalità di psichiatri e psicologi che operano nel contesto giuridico. Periti e consulenti tecnici del giudice, di ufficio e di parte, si prefiggono di svolgere il loro ruolo in scienza e coscienza, rispettando la deontologia delle rispettive professioni e assumendosi la responsabilità di incidere nelle scelte dei Giudici e, in ultima analisi, nella vita delle persone coinvolte. Per questo la professione psichiatrica e psicologica in ambito forense necessita di lunga formazione, e i criteri per divenire consulenti dei Tribunali sono molto selettivi. Avvertiamo dunque la necessità di replicare alle sconcertanti affermazioni del presentatore televisivo Tiberio Timperi, da voi riportate in un articolo del 12 ottobre a p. 3, secondo cui i consulenti dei giudici nei casi di separazione rappresentano una “mafietta”. (Leggi tutto)

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Tiberio Timperi e la psicologia da bar

La vicenda di Padova è diventata popolare a partire dal suo epilogo. La sgradevole scena di un bambino trascinato a forza da adulti, in particolare da Forze dell’Ordine, ha alimentato l’audience di programmi televisivi. Così, anche grazie a un saccheggio acritico di Wikipedia la PAS (sindrome da alienazione genitoriale) diventa un programma di resettaggio mentale del bambino, partorita da uno psichiatra pedofilo e suicida. Quando in realtà si tratta di un fenomeno molto noto senza questa etichetta: quello delle coppie separate che utilizzano la prole come strumento di battaglia. Fortunatamente, dopo una prima ondata di emotività, i media cominciano a discutere della vicenda rendendo conto della complessità del tema. Rimangono però alcune aberrazioni. Il noto presentatore televisivo Tiberio Timperi, ad esempio, ha dichiarato che i consulenti dei giudici nei casi di separazione sono “una mafietta”. (leggi tutto)

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Agenzie di incontri online: strategie e furbizie

(di Nicola Boccola- tratto dal Fatto Quotidiano del 15-9-2012) Adopte un Mec, l’agenzia di incontri romantici per adulti online la cui trovata di aprire una vera boutique con uomini in affitto in vetrina ha provocato entusiasmi e sdegni, è solo l’ultima arrivata in un mercato più che mai fiorente e lucroso, in cui il gigante Meetic può contare su 42 milioni di utenti registrati in Europa e un utile netto di 24 milioni di euro l’anno. I siti a cui si appalta la porzione più seccante del lavoro di ricerca di un compagno sono grandi piattaforme in cui gli utenti sono accuratamente schedati in base ai propri interessi e alle caratteristiche ricercate nel potenziale partner. La maggioranza dei clienti è maschile e, per questo motivo, di frequente le donne sono dispensate dai pagamenti, un po’ come avviene con le temute liste dei pr in discoteca. (leggi tutto)

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Artisti sul lettino: Alice Pasquini

Al suo attivo le illustrazioni dellla graphic novel Vertigini, scritta dalla dissacrante Melissa P. (edizioni Bur-Rizzoli). E soprattutto centinaia di affreschi urbani a Roma e in giro per il mondo. Si tratta di Alice Pasquini, in arte AliCè. Astro nascente della Street Art internazionale, e nuova ospite di Artisti sul lettino. Alice è già coinvolta in una stimolante psicoterapia; e forse, proprio per la paradossale legge per cui la terapia funziona meglio con chi ne ha meno bisogno, risulta facile e appagante discutere della sua intimità. Della passione autentica che la muove. Il suo terapeuta deve essere anche piuttosto bravo, se è vero che la invita a non analizzare tutto: qualche nodo deve restare irrisolto, per essere tradotto in opera d’arte. A differenza dell’eroina/eroinomane del libro, Alice è convinta di raggiungere le vette di quella che chiama “ricerca allucinogena” con metodi meno distruttivi. Lo yoga. I viaggi, maestri di vita. Dipingere è il suo “modo di concepire lo spirituale”. Ed è la sua traiettoria di donna in fuga che più affascina. (clicca qui per leggere tutto)

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La metropolitana di Roma: metafora dell’inconscio

 

Il cacciatore di posti. A differenza dei suoi colleghi più tradizionali non punta selvaggina, ma posti a sedere in metropolitana: si piazza nei punti di maggior transito, controlla chi dà segni di prossima discesa – la giovane che guarda la tabella delle prossime fermate sistemando giacca e borsa – agevola l’uscita e risoluto si accomoda, senza tentennamenti, roteando il busto solo quando sta già planando. Ci sono i fugaci sguardi negli occhi degli altri viaggiatori, subito distolti; e l’ipnotica voce a segnalare l’uscita sul lato destro. Leggiamo gli sms e i titoli dei libri dei passeggeri vicini; una sdrucita punk può sedere accanto a un anziano signore con la forfora.  (Clicca qui per leggere tutto)

 

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Le 5 attitudini del paziente di fronte alla psicoterapia

 

Gli psicologi in Italia sono 70 mila, un terzo del totale europeo. Parliamo dei professionisti iscritti all’Ordine, tralasciando counsellor, santoni e usurpatori di altra natura. È quindi raro che una persona non ne annoveri uno tra amici e parenti, pronto a offrire il consiglio giusto nel momento in cui ci fosse il bisogno di avviare un percorso di crescita o guarigione psicologica. Sì, perché la maggior parte dei pazienti trova lo psicologo attraverso il passaparola – metodo efficace ma rischioso. In questo modo gli psicologi spesso non prendono in considerazione motivazioni e livello di consapevolezza dei pazienti, se non nelle prime sedute, al momento dell’analisi della domanda; a mio avviso però dovrebbero porsi il problema a priori, per presentarsi professionalmente nel giusto modo rispetto alle categorie di pazienti. Ma quali sono questa categorie? (Clicca qui per leggere tutto)

 

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Solo qualche precisazione su Blog Xaver

 

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I dispetti di casa Bossi

Umberto Bossi: Ministro della Repubblica, già cantante folk e perito elettronico. Creatore dei fortunatissimi slogan Celòduro e Roma Ladrona. Proprio nella Città Eterna è domiciliato, per motivi di servizio: addirittura nel cuore del quartiere Africano. La presenza di Bossi in quell’altrimenti anonimo condominio non è stata segnalata solo a me da compiacenti informatori: nel quartiere i movimenti dell’invasore nordico sono monitorati con antipatia.

 

 

Il pugnace Michele Baldi del Movimento per Roma, ad esempio, ha tappezzato il recinto condominiale di poster in cui invita il Bossi (e il ministro Larussa) ad andarsene, parafrasando una frase in lombardo che il leader leghista aveva indirizzato tre mesi fa ai profughi di Lampedusa – almeno quelli che sull’isola ci sono arrivati. Una volta entrati nel corridoio che conduce al portone, la seconda sorpresa: sventola un tricolore, fiero come poche volte a Roma accade – malgrado la reclamizzata ricorrenza dei 150 anni. Un saluto quotidiano dei condomini. (leggi tutto)

 

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La statua per Giovanni Paolo II: omaggio o insulto?

 

È stata eretta la mattina del 18 maggio nel piazzale antistante la Stazione Termini, come ultimo atto per le celebrazioni della beatificazione di Giovanni Paolo II (o JP2, come scrivono i papaboys), un’imponente scultura in bronzo di 5 metri; donazione dall’artista Oliviero Rainaldi.  Cerimonia in pompa: presenti il sindaco Alemanno e il cardinale Vallini, con il silenzioso e paternalista patrocinio di Roma capitale.

 

“UNA MEGA LATRINA.. “ “Ma è oscena!!!” “meriterebbe l’arresto per oltraggio all’estetica”. “Tremenda, ma siamo certi sia definitiva?” Questi alcuni dei commenti che ho intercettato sui social network – non ho riportato quelli più offensivi. (leggi tutto)

 

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Chi è Xaver?

Blog Xaver intende essere uno spazio ove discutere, senza pretese di scientificità, argomenti al centro del dibattito letterario, da una prospettiva psicologica. Si potrà sconfinare nel cinema o nelle arti figurative: d’altronde tutto è stato già scritto e rappresentato – al mondo “ci sono più uomini che storie umane” – e la modalità espressiva è l’unico discrimen rimasto. Almeno per ora.

Chi scrive è psicologo e autore.

Sono gradite critiche. Anche elogi sperticati, ma in privato.

Enjoy.

Nicola Boccola – 1 novembre 2010

8 thoughts on “Blog Xaver

  1. …imbattutami per caso in queste righe…ho scoperto con piacere qualcosa di piacevole da leggere, sostanza che può stimolare dei pensieri…anche io , da assoluta profana, trasferisco “i miei transfert e contro-transfert”….sul mio blog, cercando anche intorno “materia” sulla quale riflettere… 🙂

  2. Ma perché non aggiorni il blog più frequentemente? Mi piacerebbe leggerlo almeno un giorno sì e un giorno no, tante volte controlo se ci sono post nuovi e resto delusa..

  3. Ho appena segnato il tuo blog su Digg e Stumble Upon. Mi piace leggere i vostri commenti.

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