Nuove genitorialità: la sfida delle professioni. Convegno gratuito 12 gennaio 2018

Istituto HFC presenta il suo quarto convegno annuale: Nuove genitorialità: la sfida delle professioni, che si terrà venerdì 12 gennaio 2018 dalle ore 9.15 alle 17 presso l’hotel Best Western Globus, in viale Ippocrate 119 a Roma (mappa).

La partecipazione è gratuita con prenotazione obbligatoria tramite il form in fondo a questa pagina. I posti disponibili sono limitati a 70: sarà possibile prenotarsi fino a raggiungimento del numero massimo.

Sospendere il giudizio, osservare e interpretare i cambiamenti, operare sulle nuove realtà: è ciò che viene richiesto ai professionisti delle scienze sociali e umane di fronte ai nuovi modelli di famiglia e genitorialità. Con questo convegno offriremo gli strumenti critici per comprendere fenomeni totalmente nuovi, o già esistenti e giunti all’attenzione collettiva per la loro crescita. Maternità e paternità ottenute con strumenti tecnologici; genitorialità omosessuale; specificità dei nuclei familiari migranti; ribaltamento dei ruoli nella posizione tra insegnante e genitore; ruolo delle generazioni precedenti nel modellare l’esperienza di essere genitori.

Il convegno è patrocinato dall’Ordine degli Psicologi del Lazio e da AIMeF, ed è in fase di accreditamento con l’Ordine degli Avvocati di Roma e con l’Ordine degli Assistenti Sociali.

Programma completo (qui il PDF: Nuove genitorialità. La sfida delle professioni – Programma convegno)

h 9.15 – Introduzione, saluti istituzionali
Dott. Cosimo Maria Ferri – Sottosegretario di Stato alla Giustizia
Dott.ssa Federica Anzini – Presidente Associazione Italiana Mediatori Familiari
Dott.ssa Elisa Caponetti – Coordinatrice GdL Psicologia Forense Ordine degli Psicologi del Lazio

h 10 – Figli della cicogna. Studi e riflessioni psicosociologiche sulla GPA (maternità surrogata)
Dott.ssa Simona Adelaide Martini – Psicoterapeuta psicodinamica, curatrice dei volumi Un fiore che sboccia. Le basi scientifiche dell’educazione all’affettività e alla sessualità (ed. Istituto HFC, 2015, scaricabile gratuitamente qui) e Psicosociologia della genitorialità. Il viaggio verso l’esperienza del divenire madre e padre (ed. Golem, 2017)

h 10.50 – Le Unioni Civili: normativa e dibattitto su stepchild adoption
Avv. Alessandra Gabbani – Avvocato del Foro di Roma. Consigliere Ordine Avvocati di Roma. Mediatrice familiare

h 11.20 – Coffee Break offerto da Istituto HFC

h 12 – Genitori migranti: la vita familiare in accoglienza tra bisogni, sogni e transizioni. Conversazione
Dott.ssa Laura Auricchio – Psicoterapeuta sistemico-relazionale, Centro Sprar per nuclei familiari, Comune di Roma
Dott.ssa Rita Marrano – Assistente sociale, Centro Sprar per nuclei familiari, Comune di Roma

h 12.40 – Genitori a scuola
Prof.ssa Silvia Dai Pra’ – Insegnante e scrittrice (tra gli altri: Quelli che però è lo stesso, ed. Laterza, 2011)

Ore 13.30/14.30: pausa pranzo

h 14.30 La storia degli affetti tra mediazione familiare, psicologia e diritto
Dott.ssa Enza Musolino – Mediatrice familiare. Direttrice scientifica Master Mediazione Familiare Università Cattolica e Istituto HFC

H 16.30-17 Conclusioni, domande

Conduce: Dott. Nicola Boccola – Direttore Istituto HFC

 

Clicca qui per il form per la prenotazione: sarà disponibile fino a esaurimento posti

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

Master biennale in Mediazione Familiare e gestione dei conflitti – Quinta ed. Roma – Marzo 2018

Master riservato a professionisti e laureati del settore giuridico, psicologico, educativo e sociologico

Le iscrizioni sono aperte – 11 posti disponibili

Questo Master è per te se:

 Stai cercando un percorso formativo che ti permetta di acquisire una formazione certificata in Mediazione Familiare. Il Master è riconosciuto da AIMeF, associazione iscritta presso il Ministero che rilascia attestato di qualità e norme UNI per la professione di Mediatore Familiare, ed è in fase di accreditamento con l’Ordine degli Assistenti Sociali e degli Avvocati

 Come professionista del settore psicologico, pedagogico, giuridico o sociale hai a cuore i diritti dei minori e vuoi impegnarti nella cura delle dinamiche familiari nei momenti di crisi

 Pensi anche tu che per rispondere in modo risolutivo e pratico alle domande delle coppie in separazione e dei Tribunali, non si debba improvvisare: è necessario essere formati in maniera specialistica, in particolare quando si ha a che fare col futuro dei bambini

 

Cosa ti offre questa edizione

√ I professionisti nel nostro team: la direttrice scientifica Enza Musolino, madre nobile della Mediazione familiare italiana, la presidente AIMeF Federica Anzini, la consigliera dell’Ordine degli Avvocati Alessandra Gabbani

√ L’applicazione delle nuove regole per la formazione in Mediazione familiare: percorso biennale, con 240 ore di lezione e 90 ore tra tirocinio, supervisione e compilazione tesina

√ A partire dal martedì successivo a ogni weekend di lezione i corsisti avranno a disposizione il video delle lezioni sulla nostra piattaforma online. Utile per i presenti, fondamentale per chi è dovuto essere assente

√ Sei corsisti delle edizioni precedenti collaborano ora con Istituto HFC

√ Tutte le slide utilizzate a lezione dai docenti saranno offerte ai corsisti in licenza Common Creative © per libero uso nella successiva attività professionale. Saranno poi distribuiti: il testo di riferimento del Master La storia degli affetti; l’ebook La Mediazione Familiare: novità giuridiche e psicologiche (a cura di N. Boccola, Ed. Istituto HFC, 2014); la dispensa completa del Master (a cura di F. Tassiello)  

√ I moduli specifici per professionisti di area giuridica e di area psicologica, pedagogica e sociale, organizzati tenendo conto dei normali cicli di attenzione. Le attività pratiche potenziate. La verifica intermedia (con l’innovativo feedback video sul public speaking) e preparazione specifica per l’esame finale supervisionato da AIMeF  

√ Il numero massimo di partecipanti al Master è fissato a 20, allo scopo di favorire la cura del percorso didattico di ogni corsista  

 

Gli argomenti

  • Definizione e storia della Mediazione Familiare
  • Scuola di mediazione in Italia e all’estero
  • Il paradigma relazionale simbolico
  • Qualità e competenze del Mediatore
  • Codice deontologico del Mediatore: valore giuridico e problematiche connesse
  • Ruolo e funzioni del Mediatore. Differenza tra Mediatore e professioni limitrofe: Psicologo, Avvocato, Assistente Sociale
  • Separazione e divorzio, legge 898/1970; la Legge 54/2006 sull’affido condiviso; la Negoziazione assistita
  • Modifica e revisione delle condizioni di separazione e divorzio. Riforma del Diritto di Famiglia. Regime patrimoniale. La consulenza tecnica per l’affidamento
  • I figli e la mediazione: gli effetti della separazione e della mediazione sui figli; come comunicare ai figli la decisione di separarsi
  • La mediazione impossibile
  • La stanza della Mediazione familiare
  • La Mediazione familiare nei Tribunali, nei Centri del Comune, inviata dagli Avvocati
  • Le 4 fasi: primo incontro di identificazione della situazione; secondo incontro, chi sono e cosa voglio. Identificazione dei bisogni
  • Idoneità della coppia alla Mediazione. Regole comportamentali dei partecipanti alla Mediazione
  • Il contratto di Mediazione
  • Problematiche connesse a separazione e divorzio: quando la Mediazione familiare serve a trasformare una giudiziale in consensuale
  • Come coinvolgere il partner in Mediazione
  • Significato dei beni e dei soldi in Mediazione. Elenco di entrate e uscite, debiti e crediti. Assegno di mantenimento per i figli. La casa coniugale: principio di equità in Mediazione
  • La Mediazione familiare secondo il modello basato sui bisogni evolutivi
  • Presentazione dei progetti Mediazione familiare; contratto di adesione; allestimento dello studio di mediazione
  • Strategie di promozione professionale
  • La famiglia come sistema e matrice dell’identità individuale
  • Le nuove configurazioni familiari: le famiglie ricostituite, le unioni civili. Le problematiche delle coppie miste
  • La separazione e la fase dello sviluppo dei figli
  • Stili di attaccamento e loro influenza nelle dinamiche di coppia
  • Come comunicare la separazione ai figli
  • Tipologie di coppie: come valutare e affrontare gli utenti della Mediazione
  • Lo spazio neutro: dagli incontri protetti alla mediazione
  • Presentazione dei progetti di mediazione, allestimento dello studio di mediazione
  • Approfondimento: dipendenze affettive, sessualità e disfunzioni sessuali nella coppia

 

Cosa mi offre il Master

√ Con il diploma certificato da AIMeF potrai praticare la professione di Mediatore familiare in ambito pubblico (Tribunali, scuole, sportelli comunali) o privato (studio professionale)  

√ Il percorso formativo rappresenta un’eccezionale esperienza di crescita personale e delle proprie modalità di relazionarsi con gli altri, oltre a un modo per acquisire competenze professionali immediatamente spendibili

 

Quando e dove si terrà il Master?

Il Master è in programma dal 24 marzo 2018 con cadenza mensile (un weekend intensivo al mese per 12 mesi: sabato e domenica ore 10-18).
L’esame di primo livello è previsto il 26 marzo 2019 e consentirà l’iscrizione all’AIMeF e la pratica supervisionata.
L’esame di secondo livello è previsto il 26 marzo 2020.

Il percorso si terrà presso l’hotel Casa Tra Noi, in via Monte del Gallo 113 (zona Vaticano – Stazione San Pietro).

 

I feedback

Report dei questionari anonimi raccolti da AIMEF relativi all’ultima edizione disponibile:

I dati del questionario sono stati raccolti su scala pentenaria dove lo 0 corrisponde a “ok”, 1 a “buono” 2 a “ottimo”, mentre -1 a non buono e -2 a scarso.

Gli allievi hanno dichiarato che il corso è buono-ottimo (media 1,19), che il materiale di studio/approfondimento è buono (media 1,05), che i contenuti teorici sono altrettanto buoni (media 1,09) ed altrettanto buono è stato valutato per quanto consiste l’apprendimento di abilità pratiche (media 0,9); infine anche il tirocinio è stato valutato come buono (media 1,1).

 

Quanto costa?

Il costo del Master è di 2600 euro (tutto compreso). Sono previste formule di rateizzazione.

Agevolazioni

Sconto di 300 euro per:

  • Iscrizione entro il 15 dicembre 2017

Oppure

  • Iscrizione simultanea di due o più persone

Oppure

  • Iscritti altri corsi Istituto HFC

 

Sconto di 200 euro per:

  • Iscrizioni pervenute entro il 31 gennaio 2018

 

Come faccio a iscrivermi?

Iscriversi è semplice: basta inviare all’indirizzo info@istitutohfc.com il proprio curriculum vitae per verificare la compatibilità della propria formazione con la qualifica di mediatore familiare. Accolta la richiesta, ti invieremo una mail con le istruzioni per iscriverti, che prevedono l’invio del modulo di iscrizione firmato, di copia di documento di identità e del versamento della quota di iscrizione di euro 300 (scalata dalla somma totale). Potrai concordare il tuo colloquio informativo presso la nostra sede, la sede del Master o via Skype.

Se vuoi maggiori informazioni, richiedi il programma dettagliato del corso con calendario completo: scrivi all’indirizzo info@istitutohfc.com e te lo invieremo entro 24 ore lavorative. Se hai deciso di iscriverti non perdere tempo: il numero dei partecipanti, per agevolare la cura dell’insegnamento, è limitato a 20, e nelle passate edizioni un totale di otto candidati sono rimasti esclusi. Per ogni informazione puoi anche contattarci al 06 9292 7317.

 

Direzione scientifica: Enza Musolino

Avvocato, mediatrice familiare formata alla scuola francese di Annie Babu. Responsabile gruppi e master Università Cattolica

 

 

_

La mediazione familiare per coppie omosessuali

La mediazione familiare viene utilizzata dalla comunità LGBT sin dal 1970, negli USA e in Australia, come unica alternativa alla soluzione dei conflitti per le coppie same-sex, in quanto non vi era (ancora) alcun riconoscimento legale delle unioni omosessuali; inoltre, le decisioni giudiziarie risultavano spesso omofobe perché influenzate da stereotipi e pregiudizi sul comportamento omosessuale, in particolar modo quando si è trattato di decidere in merito alla custodia dei minori. Insomma, quello che si riscontrava era una certa ostilità degli avvocati e dei giudici nei riguardi della comunità LGBT (Moscati, 2015).

La mediazione familiare, quindi, permetteva alle coppie same-sex di affrontare i propri conflitti in un contesto meno formale e meno costoso di una consulenza legale, ed allo stesso tempo veniva garantita loro una maggior tutela della privacy e protezione da qualsiasi forma di discriminazione.

Dagli anni ’70 ad oggi la situazione non sembra esser cambiata di molto se la paragoniamo all’Italia del 2017. Lo scenario è ampio e ricco di pareri diversi, ma ciò che conta è che anche le coppie omosessuali attualmente possono unirsi civilmente grazie alla legge n.76 del 20 maggio 2016.

Dunque, per quanto le si voglia ritenere diverse dalle coppie etero, le coppie LGBT avranno sempre una cosa in comune con tutte le altre: litigano, vivono momenti di crisi e, a volte, si separano.

E allora, come è diritto di una coppia etero ricorrere allo strumento della mediazione familiare[1], anche i partner same-sex possono chiedere l’intervento di un terzo che li accompagni verso il raggiungimento di un accordo e verso la soluzione dei loro conflitti, soprattutto se vi sono dei figli da tutelare cui garantire una genitorialità condivisa, ancor di più oggi che la loro unione è riconosciuta anche dal punto di vista giuridico.

Anche gli omosessuali litigano: perché?

Approfondendo la letteratura sul tema, si è potuto riscontrare come le controversie intra-familiari tra partner dello stesso sesso siano considerate controversie policentriche (Fuller, 1971) in quanto presentano molteplici aspetti. Tale policentrismo spesso dipende dalla varietà di strutture familiari che i partner dello stesso sesso creano come, ad esempio, la condivisione della genitorialità oltre i legami biologici.

Una controversia tra partner dello stesso sesso e / o tra genitori dello stesso sesso può derivare da una varietà di fonti, pertanto cambiamenti politici, giuridici, morali e culturali possono aver influenzato le relazioni e hanno avuto un impatto sulla soluzione delle controversie tra partner e genitori dello stesso sesso (Barsky, 2004).

A tal proposito, è da menzionare il progetto europeo Litigious Love[2](2014) coordinato dall’avvocata M. Moscati, che approfondiva il tema della mediazione familiare per le coppie LGBT. Il progetto mirava ad individuare la natura dei conflitti tra partner same-sex per poi raccogliere informazioni sull’utilizzo della mediazione familiare. Può sembrare strano, ma a quanto pare, non importa che colore abbia la coppia, dietro ad ogni crisi ruotano sempre (o quasi) gli stessi argomenti: dal disaccordo sulla gestione dei figli alle questioni economico-finanziare, dall’abuso di sostanze stupefacenti alle violenze domestiche, dalla difficoltà di uno dei partner a dichiarare il proprio orientamento sessuale (coming out) alle tensioni con le famiglie d’origine.

Più nello specifico, i dissidi tra i genitori same-sex spesso riguardano il modo in cui i figli sono stati concepiti e le diverse strutture familiari che sono venute a crearsi nel corso degli anni. Pensiamo alla difficoltà con cui può essere gestita una situazione in cui, biologicamente, vi sarà sempre un genitore che quel figlio l’ha fatto nascere (che sia una mamma che l’ha partorito o che sia un papà che ha donato il suo seme) e un genitore che genitore lo è diventato di riflesso. Questo non mette in discussione l’amore e l’affetto che entrambi daranno al proprio figlio, ma mette in evidenza come in una situazione di conflitto, quest’ aspetto emergerà andando a creare scompiglio e, soprattutto,  sofferenza sia nel genitore (biologico e non) sia nel figlio.

Il ruolo del mediatore

Imparzialità, empatia, riservatezza, equivicinanza, queste sono alcune tra le principali caratteristiche che deontologicamente distinguono la figura del mediatore. Sarebbe impensabile avviare un percorso di mediazione con un professionista che non rispetti questi principi cardine.

Il mediatore familiare ha il compito di accompagnare le parti in un percorso in cui ripristinare i canali comunicativi, aiutandoli a raggiungere un accordo comune al fine di riorganizzare al meglio la vita familiare con i propri figli, rispettando i bisogni e i diritti di ognuno.

Quando il mediatore si trova a gestire una coppia di partner dello stesso sesso, deve riconoscere e tenere ben presenti alcuni aspetti di differenziazione rispetto ad una coppia eterosessuale, per quanto deve essere assolutamente garantita parità di trattamento. In merito, significativo è il contributo di Barsky che pone l’accento sulla particolare attenzione con cui i mediatori dovrebbero affrontare specifiche questioni relative alle coppie dello stesso sesso (Basky, 2004), come ad esempio, la riluttanza ad avviare un percorso di mediazione da parte di un genitore biologico contro l’insistenza da parte del genitore non biologico a volervi ricorrere. Ciò accade sovente quando è solo il genitore biologico a vedere riconosciuti i propri diritti legali. Inoltre, Hertz sottolinea che, nel caso di coppie same-sex, per il mediatore deve essere molto chiaro il quadro giuridico di riferimento per le coppie omosessuali (Hertz, 2008) in quanto quando è il contesto ad essere messo in discussione, e non solo la relazione tra i partner, la mediazione risulta molto più difficile.

Ciò che conta, dunque, sembra essere la capacità del mediatore di entrare in empatia con la coppia – presupposto chiave per la figura del mediatore – avendo ben chiari sia le questioni legali che riguardano i partner same-sex, sia il contesto in cui sta lavorando, non tralasciando assolutamente gli aspetti emotivi di una coppia LGBT.

È importante per il mediatore ricostruire la storia della coppia, in modo da conoscere se vi sono stati matrimoni precedenti oppure se la loro unione è stata sigillata precedentemente all’estero. In secondo luogo, non bisogna dimenticare che i partner same-sex vedranno sempre come dei “privilegiati” le coppie eterosessuali, aventi maggiori opportunità (pensiamo alla questione adozioni), e il mediatore deve assolutamente tenere conto anche di quest’aspetto che potrebbe arrecare ulteriori sofferenze alla coppia omosessuale. Ancora, è giusto che il mediatore conosca le power dynamics di una coppia LGBT e che guardi con un occhio diverso i ruoli di genere, che non saranno, ovviamente, come quelli di una coppia eterosessuale.

Infine, sono interessanti le parole di Hertz riportate da Moscati (2015): “Più e più volte i miei clienti omosessuali mi chiedono perché dovrebbero passare per vie legali, dicendo che nessun giudice potrà capirli. In realtà ci sono altri pregiudizi basati su classe, stereotipi ruolo di genere, appartenenza etnica, ecc. Il giudice può cadere in questi pregiudizi anche se non applica i suoi preconcetti nei confronti dei gay. Il mediatore ha bisogno di conoscere questi aspetti al fine di sapere come muoversi tra le difficoltà che possono presentarsi.

Autrice: dott.ssa Vincenza Festa – Mediatrice familiare – email: vincenza.festa@outlook.it

Bibliografia

  • Barsky, A.E. (2004) ‘Mediating separation of same-sex couples’, In J. Folberg, A. Milne & P. Salem Mediating family and divorce disputes: Current practices and applications. New York: Guilford
  • Canevelli F. Lucardi M. (2008) La Mediazione familiare. Dalla rottura del legame al riconoscimento dell’altro. Bollati Boringhieri
  • Fuller L. (1971) Mediation its forms and functions, Southern California Law Review
  • Hertz F. (2008) Mediating Same-Sex Disputes: Understanding the New Legal and Social Frameworks’  [www.mcfm.org ]
  • Moscati M.F. (2014) Same-Sex Couples and Mediation: A practical Handbook [www.litigiouslove.eu]
  • Moscati M. F. (2015) Litigious Love – Same-sex couples and Mediation in the European Union

Note

[1]In Italia il ricorso alla mediazione familiare è previsto dall’art.155 sexies c.c., introdotto dalla legge n.54/2006.

[2]La ricerca è incentrata sul contesto europeo e analizza in particolare Inghilterra, Italia, Croazia,Ungheria, Bulgaria e Spagna. Lo studio è stato reso possibile da un finanziamento europeo ottenuto da “Avvocature per i diritti LGBT- Rete Lenford” , un’associazione nata per rispondere al bisogno di informazione e diffusione della cultura e del rispetto dei diritti delle persone LGBTI nel nostro Paese e che offre tutela giudiziaria, attività di ricerca e formazione su questi temi.

 

L’accoglienza ai migranti: corso pratico-teorico per professionisti. III ed. Roma – Settembre 2017

Tu proverai sì come sa di sale / lo pane altrui, e come è duro calle /
lo scendere e ‘l salir per l’altrui scale 
(Dante, Paradiso, Canto 17)

Corso riservato a professionisti e laureati del settore psicologico, pedagogico, giuridico e sociale

Iscrizioni in chiusura – 1 posto ancora disponibile

 

Questo Corso è per te se:

√ Sei professionista (psicologo, giurista, educatore, assistente sociale, insegnante, sociologo, mediatore, o laureando in tali discipline) e vuoi acquisire gli strumenti e le conoscenze fondamentali per lavorare subito nei centri di accoglienza e nelle istituzioni che operano in favore di migranti (o già ci lavori e consideri necessario completare la formazione)

√ Consideri la diversità una ricchezza, la migrazione un atto di coraggio e l’accoglienza basilare per una società civile

√ Comprendi che il fenomeno della migrazione e i suoi effetti dureranno a lungo, diventando strutturali nella società e garantendo una domanda sempre crescente di servizi correlati


Cosa ti offriamo:   

√  I moduli specifici, pratici e teorici, per competenze immediate (vedi sotto)

√ Tutte le slide utilizzate a lezione dai docenti in licenza Common Creative ©

√ In caso di assenza i corsisti avranno a disposizione il video della lezione 

√ La mappa delle risorse: operatori, enti, istituzioni del settore si raccontano e offrono un quadro delle attività e delle opportunità professionali

√ Il corso è accreditato per 45 crediti CNOAS; è in corso l’accreditamento con l’Ordine degli Avvocati di Roma

I docenti hanno tutti esperienza pluriennale sul campo e si mettono a completa disposizione per supervisioni e chiarimenti al di là delle lezioni

A partire da gennaio ci sarà la possibilità di svolgere uno stage presso due cooperative del settore convenzionate con Istituto HFC


Come: 

Il corso, organizzato in collaborazione con il Quadrisole, si comporrà di 5 weekend intensivi di lezione a cadenza mensile (sabato ore 10-18 e domenica ore 10-14), da settembre 2017 a gennaio 2018, per un totale di 60 ore in aula


Dove:  

Il Corso si terrà presso l’Hotel Nord Nuova Roma (via Giovanni Amendola 3, zona Piazza della Repubblica, a 5 minuti a piedi dalla stazione Termini)


Gli argomenti:

  • Le ondate migratorie contemporanee: dinamiche, conflitti, risorse, dati
  • L’accoglienza ai migranti: come entrare in relazione. Le qualità personali del professionista
  • Migrazioni e malattie – le principali patologie connesse alle migrazioni. I falsi miti sulle patologie dei migranti e sui contagi
  • Dinamiche relazionali e ciclo di vita nelle famiglie migranti
  • I rischi nelle relazioni d’aiuto: il burn out
  • Comunicazione interculturale. Gestione dei conflitti e delle emergenze
  • Diritto d’asilo e protezione internazionale, quadro normativo di riferimento; il “Regolamento Dublino”
  • Il beneficiario di protezione: l’esito dell’audizione in Commissione Territoriale, mezzi di impugnazione, la protezione internazionale, forme complementari di protezione, diritti e doveri
  • Direttive sull’accoglienza alla luce delle nuove normative europee e nazionali: come funzionano i centri di accoglienza (Cpsa, Cda, Cara), i centri di identificazione ed espulsione (Cie), il sistema di protezione richiedenti asilo e rifugiati (Sprar), gli Hotspot
  • Lectio Magistralis: I traumi nella migrazione: quali effetti sulla salute mentale?
  • Meccanismi di difesa, alterazioni neurovegetative, disturbi dell’umore
  • Presa in carico – tra necessità di interventi continuativi e tempi incerti di accoglienza
  • Gestione ottimale delle risorse: invio e comunicazione tra professionisti
  • La clinica nelle vittime di tortura
  • I laboratori esperienziali: teatro, arte, grafica, cinema. Come creare un progetto
  • Mediazione linguistica interculturale

Direzione scientifica:

antonio_onofriProf. Antonio Onofri

Psichiatra. Docente Psicologia clinica e Psichiatria Università Sapienza di Roma. Responsabile ambulatorio trattamento Disturbi da Stress- Post-Traumatico Ospedale Santo Spirito in Sassia. Direttivo nazionale EMDR Italia, Board europeo EMDR Europe


Cosa mi offre il Corso

Al termine del percorso è prevista per i partecipanti la compilazione di una tesina da presentare in occasione dell’ultima lezione. Per chi supererà le prove sarà rilasciato Attestato di Formazione secondo gli standard Istituto HFC.

Ai corsisti ritenuti idonei sarà offerta la possibilità di stage ed eventuali collaborazioni scientifiche con cooperative operanti nel settore e con Istituto HFC.

Questo corso è stato citato come buona prassi in occasione dell’ultimo Consiglio ONU di Ginevra. Inoltre dalla nostra esperienza è nato l’ebook I Migranti in Italia. Miti, dati, prospettive per l’accoglienza, a cura di Maria Luisa Mazzetta (2017, pp. 104, ed. Istituto HFC), disponibile gratuitamente su questa pagina.

Attualmente la richiesta di servizi nell’accoglienza ai migranti è consistente e in crescita esponenziale. Nei bandi di prefetture, comuni e province è sempre prevista la presenza full time delle diverse figure professionali (psicologo, assistente sociale, educatore, insegnante di italiano ecc.). Le cooperative assumono professionisti – spesso a tempo determinato per il primo periodo – sulla base di esperienza sul campo e/o formazione specifica sul tema.


Quanto costa?

Il costo del corso è di 950 euro (tutto compreso). È previsto il pagamento in due rate senza interessi nei mesi di ottobre e dicembre 2017

Agevolazioni

Sconto di 200 euro per:

  • Iscrizione simultanea di due o più persone

oppure

  • Iscritti ad altri corsi Istituto HFC

Sconto di 100 euro per:

  • Iscrizione entro il 31 agosto 2017

Come faccio a iscrivermi?

Iscriversi è semplice: basta inizialmente inviare all’indirizzo info@istitutohfc.com il proprio curriculum vitae. Accolta la richiesta, ti invieremo una mail con le istruzioni, che prevedono l’invio del modulo di iscrizione firmato e del versamento della quota di iscrizione. Puoi anche concordare il tuo colloquio informativo presso la sede di via Costantino 134 a Roma (tel. 06 92927317, previo appuntamento).

Se invece non sei ancora convinta/o e vuoi maggiori informazioni, richiedi il programma dettagliato del corso con calendario: scrivi all’indirizzo info@istitutohfc.com e te lo invieremo entro 24 ore. Un piccolo consiglio: se hai deciso di iscriverti non perdere tempo. Il numero dei partecipanti, per agevolare la cura dell’insegnamento, è limitato a 30. Non rischiare di rimanere fuori! Per ogni informazione puoi anche contattarci al numero qui sopra.


I docenti principali:

 

andrea_marinoDott. Andrea Marino

Psicoterapeuta. Coordinatore area psicologica consorzio di cooperative sociali (Sprar e Cas)

 

 


valentina_paciulloDott.ssa Valentina Paciullo

Assistente sociale specialista, responsabile Sportello polifunzionale – Centro servizi per richiedenti e titolari di protezione internazionale e umanitaria, ha curato start up di accoglienza in Italia, monitora e coordina servizi interni progetti SPRAR del territorio romano.

 


Dott.ssa Maria Luisa Mazzetta

Psicoterapeuta sistemico relazionale, Mediatrice interculturale e interprete in lingua spagnola e italiana. Perfezionata in Etnopsicologia, collabora con il GrIS Marche; ha collaborato con Università degli Studi di Urbino Carlo Bo per le docenze su “Mediazione linguistica Interculturale: l’importanza del messaggio comunicativo”

 


*

Arrivano le linee guida ministeriali per il riconoscimento e la presa in carico di vittime internazionali di violenza e di tortura

Negli ultimi anni l’Italia ha visto l’arrivo di un numero crescente di migranti, tra i quali molti richiedenti protezione internazionale, tanto da diventare il terzo Paese dell’Unione Europea, dopo Germania e Svezia, per numero di richieste di asilo (83.970 nel 2015, di cui l’11,53% di donne e 13,25% di minori, accompagnati e non). I richiedenti e titolari di protezione internazionale e umanitaria, da qui in avanti RTP, sono una popolazione a elevato rischio di sviluppare sindromi psicopatologiche a causa della frequente incidenza di esperienze stressanti o propriamente traumatiche. Sono persone costrette ad abbandonare il proprio paese generalmente per sottrarsi a persecuzioni o al rischio concreto di subirne. Possono anche fuggire da contesti di violenza generalizzata determinati da guerre o conflitti civili nel proprio Paese di origine. Inoltre, durante il percorso migratorio, sono sovente esposti a pericoli e traumi aggiuntivi determinati dalla pericolosità di questi viaggi che si possono concretizzare in situazioni di sfruttamento, violenze e aggressioni di varia natura compresa quella sessuale, la malnutrizione, l’impossibilità di essere curati, l’umiliazione psicofisica, la detenzione e i respingimenti.

Gli eventi traumatici che colpiscono i RTP determinano gravi conseguenze sulla loro salute fisica e psichica con ripercussioni sul benessere individuale e sociale dei familiari e della collettività. Per fornire una risposta adeguata è pertanto urgente riorientare il sistema sanitario italiano verso l’attenzione ai bisogni emergenti, la prossimità ai gruppi a rischio di marginalità, l’equità dell’offerta per assicurare un’assistenza sanitaria in linea con le loro necessità e nel rispetto dei principi costituzionali. E’ necessario, quindi, avviare la programmazione di strumenti operativi adeguati ad assistere questa nuova e numerosa utenza multiculturale, eterogenea, segnata in modo consistente dai traumi subiti. Certamente un’accoglienza adeguata alla complessità dei bisogni e alla tutela dei diritti di cui questi soggetti sono portatori richiede una riorganizzazione dei servizi sanitari, con definizione di procedure, di competenze e attività formativa del personale, resa difficile anche dal pesante ostacolo rappresentato dalle limitate risorse disponibili.

Le linee guida sono chiamate anche a fornire indicazioni per l’individuazione, presa in carico e certificazione delle vittime di torture e per la definizione dei capitolati d’appalto relativi ai centri di prima accoglienza. Infatti in tema di accoglienza di persone portatrici di esigenze particolari si prevede che le misure di accoglienza tengano conto delle specifica situazione delle persone vulnerabili, incluse le persone che hanno subito torture, garantendo una valutazione iniziale e una verifica periodica da parte di personale qualificato ed è stabilito inoltre che possano accedere all’assistenza o a cure mediche e psicologiche appropriate, secondo le presenti linee guida. Infine si prevedono per i centri di prima accoglienza servizi speciali per le persone vulnerabili, assicurati anche in collaborazione con la ASL competente per territorio. Quindi, sulla base delle esperienze strutturate e consolidate inerenti l’accoglienza e la riabilitazione dei rifugiati vittime di tortura, realizzate da associazioni ed enti in interazione con il servizio sanitario pubblico, le presenti linee guida considerano come strumento fondamentale un approccio multidisciplinare, partecipato, integrato ed olistico, che prevede un percorso di assistenza alle vittime: dall’individuazione, non sempre facile ed evidente in questo tipo di situazioni, alla riabilitazione.

Un focus specifico è stato previsto sulla certificazione, essenziale nell’iter della richiesta di asilo e sulla mediazione, indispensabile per la costruzione della relazione. Questo documento affronta anche il tema della tutela della salute degli operatori coinvolti nell’accoglienza e presa in carico delle vittime e la loro formazione. All’interno delle linee guida particolare attenzione è dedicata alle donne, attraverso l’introduzione della prospettiva di genere, e ai minori, che rappresentano due sottogruppi particolarmente vulnerabili. Le linee guida forniscono quindi indicazioni su come operare il delicato passaggio di competenze tra l’accoglienza erogata dal sistema di assistenza per i rifugiati (SPRAR o altri programmi) e il sistema generale dell’assistenza socio-sanitaria in particolare in tutte quelle situazioni nelle quali è necessario assicurare una continuità terapeutico-assistenziale

(tratto dal primo capitolo delle Linee Guida, disponibili integralmente a questo link)

10 maggio 2017


Resta aggiornato: iscriviti alla nostra newsletter

*

Ebook gratuito: I Migranti in Italia. Miti, dati e prospettive per l’accoglienza

 

Martedì 18 aprile 2017 ricorre il secondo anniversario del più tragico naufragio nel Mediterraneo, con la morte stimata di circa 900 migranti.

Per non dimenticare questa sciagura abbiamo deciso di pubblicare oggi il nostro nuovo ebook I Migranti in Italia. Miti, dati, prospettive per l’accoglienza, a cura di Maria Luisa Mazzetta (2017, pp. 104, ed. Istituto HFC). Per consultare l’indice clicca qui: Indice ebook

Per richiedere il download gratuito dell’opera clicca qui e compila il form.

Riceverai un’email di conferma all’indirizzo indicato – se non la trovassi cerca nella cartella spam. Dopo che avrai confermato la richiesta cliccando sul relativo link nell’email, riceverai entro 24 ore le istruzioni per scaricare l’ebook in formato PDF (NB: l’email non è automatica ma viene spedita almeno una volta al giorno).

Richiedendo l’ebook sarai iscritto alla newsletter di Istituto HFC: riceverai email (all’incirca una al mese) con informazioni sulle nostre attività scientifiche.

Tratto dal primo capitolo (Immigrazione e sistemi di accoglienza in Italia: cosa dicono i dati e come migliorare le Politiche di integrazione) di Marina Mastrorillo:

“Il racconto sulle migrazioni è distorto, alimenta atteggiamenti di chiusura e diffidenza nei confronti dei migranti. È importante avere un approccio più aperto, unire gli sforzi e incoraggiare lo sviluppo locale. Bisogna comprendere che la protezione dei rifugiati e la gestione dei migranti non sono solo un nostro dovere civico, ma anche un nostro interesse nel medio e lungo termine.

Vorrei concludere con le parole con cui si è espresso il famoso sociologo Zygmunt Bauman recentemente scomparso: Le economie europee hanno bisogno d’immigrati, perché senza di loro non potremmo vivere. Se nel Regno Unito gli irregolari venissero identificati e deportati, la maggior parte degli ospedali e degli alberghi collasserebbe, e credo che si possa dire lo stesso per l’economia italiana

 


					

In Senato il ddl per l’istituzione della figura del Mediatore Familiare

E’ stato pubblicato il decreto di legge 2686 per listituzione della figura del mediatore familiare e le disposizioni in materia di mediazione familiare. Rispetto alla proposta di legge dello scorso ottobre, sostenuta dalla presidente AIMeF Federica Anzini e presentata dal sottosegretario Federica Chiavaroli e dalla senatrice Laura Bianconi, il ddl presenta a seguito del drafting delle lievi modifiche: vediamo nel dettaglio gli aspetti salienti e le novità introdotte, e in seguito il testo integrale.

1 – Il primo articolo riporta le finalità dell’intervento di mediazione, la cui rilevanza pubblica e funzione sociale è sottolineata. Il comma 2 esplicita che per mediazione familiare si intende un percorso volontario che sostiene e facilita la riorganizzazione delle relazioni familiari nei casi di cessazione di un rapporto di coppia a qualsiasi titolo costituito e in altri casi di conflitti familiari e parentali. Si va dunque verso un ambito di applicazione esteso – meglio precisato nell’art. 5 – che comprende anche le separazioni delle coppie di fatto e la mediazione tra familiari

2 – Il secondo articolo riporta la classica definizione operativa di mediazione familiare, con riferimento alla terzietà, neutralità, indipendenza, equidistanza, e al fine di elaborare un progetto di riorganizzazione delle relazioni familiari rimesso totalmente alla volontà delle parti.

3 – Il terzo articolo riporta l’istituzione dell’albo dei mediatori familiari e i requisiti per farne parte, che incontrano quelli che AIMeF ha già attivato da maggio 2016. Intanto l’aspirante mediatore familiare sarà in possesso di diploma di laurea almeno quadriennale in discipline sociali, psicologiche, giuridiche, sanitarie, sociologiche e pedagogiche. Per ottenere l’abilitazione all’esercizio professionale bisogna poi superare un percorso formativo con queste caratteristiche: durata almeno biennale; formazione in aula non inferiore alle 240 ore; svolgimento di un tirocinio di durata non inferiore a sei mesi presso un ente accreditato allo svolgimento delle attività di mediazione familiare; superamento di un esame finale di abilitazione orale e pratico. In pratica le caratteristiche dei percorsi formativi già attivati da Istituto HFC, i cui allievi diplomati possiedono già i requisiti citati. Entro i sei mesi dall’entrata in vigore della legge il Ministero della Giustizia pubblicherà l’elenco dei mediatori abilitati, gli enti abilitati per lo svolgimento del percorso formativo e accreditati per lo svolgimento del tirocinio.

4 – Il quarto articolo riporta alcuni obblighi del mediatore: l’obbligo di sottoscrizione di apposita informativa alle parti, il segreto professionale, l’impossibilità per le parti di acquisire alcun atto o documento in eventuale eventuale giudizio, l’astensione dalla mediazione in caso di conflitto di interesse.

5 – Il quinto importantissimo articolo parla dell’obbligo dell’incontro informativo nelle varie fattispecie di separazione: le parti sono tenute preliminarmente a rivolgersi gratuitamente a un mediatore familiare per un incontro informativo, al fine di acquisire le informazioni sull’opportunità e sulle potenzialità di un eventuale percorso di mediazione familiare. Lo svolgimento dell’incontro informativo è condizione di procedibilità. Nei casi in cui una o entrambe le parti decidano di non iniziare ovvero di non portare a termine il percorso mediazione familiare, il mediatore familiare rilascia alle parti, in duplice originale, un documento che contiene l’attestazione dell’avvenuto incontro informativo sulla mediazione familiare. [Qualora il Giudice] rilevi che l’incontro informativo non ha avuto luogo, assegna alle parti il termine di quindici giorni per lo svolgimento dello stesso.

Gli articoli 6, 7 e 8 chiudono il ddl, che è riportato integralmente qui (clicca per scaricare): Ddl S. 2686 – Istituzione della figura del mediatore familiare e disposizioni in materia di mediazione familiare.

Nicola Boccola – 10 marzo 2017


Resta aggiornato: iscriviti alla nostra newsletter

*

 

Il piano genitoriale: strumento per facilitare gli accordi sulla genitorialità

Il Tribunale di Civitavecchia si sta dimostrando all’avanguardia nella cura delle separazioni conflittuali: propone lo strumento del piano genitoriale, mutuato dalla coordinazione genitoriale di Debra Carter, in grado di articolare e definire pressoché tutti gli aspetti della genitorialità, offrendo così alle coppie genitoriali una struttura solida a cui riferirsi per la gestione dei minori.

Queste le regole fondamentali del piano genitoriale.

ENTRAMBI I GENITORI devono:

  • Mantenere una comunicazione funzionale con i figli
  • Mantenere una comunicazione regolare con l’altro genitore ed essere collaborativi tra loro
  • Seguire rigorosamente il piano genitoriale
  • Contattare immediatamente l’altro genitore in caso di emergenze che riguardano i figli

IL GENITORE COLLOCATARIO deve:

  • Condividere con l’altro genitore tutte le informazioni riguardanti il figlio (es. scuola, insegnanti, attività, amici ecc.)
  • Essere flessibile e sostenere la relazione del figlio con l’altro genitore. Non deve squalificare l’altro genitore, né controllare o interferire nella comunicazione tra lo stesso ed il figlio

Potete trovare il piano genitoriale di base su questo link. Altri piani genitoriali, specifici per diverse situazioni (lunga distanza, alta strutturazione, sicurezza), sono disponibili su questo link.

Nicola Boccola – 3 marzo 2017


Resta aggiornato: iscriviti alla nostra newsletter

*

Strumenti per coppie conflittuali a tutela del minore. Convegno gratuito 10 febbraio 2017

Programma del convegno

 

Istituto HFC organizza, con il patrocinio di AIMeF, il convegno Strumenti per coppie conflittuali a tutela del minore.
Il convegno si terrà venerdì 10 febbraio 2017 dalle ore 9.30 alle 12.30 presso la sala convegni dell’Ordine degli Psicologi del Lazio (Via del Conservatorio 91, angolo Lungotevere dei Vallati, Roma. Vedi mappa qui).

 

La partecipazione al convegno è gratuita con prenotazione obbligatoria. I posti disponibili sono limitati a 40: sarà possibile prenotarsi fino a raggiungimento del numero massimo.

 

Il convegno è in fase di accreditamento con l’Ordine degli Avvocati di Roma e con l’Ordine degli Assistenti Sociali.

 

Attenzione, abbiamo raggiunto il numero massimo di posti disponibili. Per inserirsi in lista d’attesa inviate una mail a info@istitutohfc.com. La settimana precedente il convegno verificheremo l’effettiva presenza dei prenotati: in caso di rinunce sarete ricontattati

 

Programma

09.30 – Introduzione, Saluti delle Autorità

09.45 – Riparare la relazione alienata: i contributi americani
Dott.ssa Anna Lubrano Lavadera – Psicologa, Psicoterapeuta – Università di Roma Sapienza

10.15 – Implicazioni legali delle condotte alienanti durante separazione o divorzio
Avv. Alessandra Gabbani – Progetto Famiglia Ordine Avvocati di Roma

10.40 – L’ascolto dei bisogni del minore nell’incontro protetto
Dott.ssa Laura Auricchio – Psicologa, Psicoterapeuta

11.05 – Pausa

h.11.25 – La gelosia nelle relazioni conflittuali: interpretazioni e modalità di intervento
Dott. Marco Ventola – Psicologo, Psicoterapeuta

11.50 – La Mediazione Familiare: strumento gentile
Dott.ssa Enza Musolino – Mediatrice Familiare, Avvocato

12.15 – Conclusioni, domande

Modera: Dott. Nicola Boccola – Direttore Istituto HFC

 

L’accoglienza ai migranti: corso pratico-teorico per professionisti. II ed. Palermo – Marzo 2017

Featured

Tu proverai sì come sa di sale / lo pane altrui, e come è duro calle / lo scendere e ‘l salir per l’altrui scale
(Dante, Paradiso, Canto 17)

 

Corso riservato a professionisti e laureati del settore psicologico, pedagogico, giuridico e sociale

Iscrizioni in chiusura – Termine 8 marzo 2017

 

Questo Corso è per te se:

√ Sei un professionista (psicologo, giurista, educatore, assistente sociale, insegnante, sociologo, mediatore) e vuoi acquisire gli strumenti e le conoscenze fondamentali per lavorare subito nei centri di accoglienza e nelle istituzioni che operano in favore di migranti (o già ci lavori e consideri necessario completare la formazione)

√ Consideri la diversità una ricchezza, la migrazione un atto di coraggio e l’accoglienza basilare per una società civile

√ Comprendi che il fenomeno della migrazione e i suoi effetti dureranno a lungo, diventando strutturali nella società e garantendo una domanda sempre crescente di servizi correlati


Cosa ti offriamo:   

sala_hotel_nord_nuova_roma√  I moduli specifici, pratici e teorici, per competenze immediate (vedi sotto)

√ Tutte le slide utilizzate a lezione dai docenti in licenza Common Creative ©

√ In caso di assenza i corsisti avranno a disposizione il video della lezione 

√ La mappa delle risorse: operatori, enti, istituzioni del settore si raccontano e offrono un quadro delle attività e delle opportunità professionali


Come: 

Il corso, organizzato in collaborazione con Mete ONLUS, si comporrà di 5 weekend intensivi di lezione a cadenza mensile (sabato intera giornata e domenica mattina), da marzo a luglio 2017. Ha ottenuto il patrocinio della Città di Palermo, della Consulta delle Culture e dell’Ordine degli Assistenti Sociali della regione Sicilia

 


Dove:  

Il corso si svolgerà presso la sala convegni di Piazza Don Luigi Sturzo 4 (Palermo), alle spalle del Teatro Politeama. Per i corsisti fuori sede è a disposizione un B&B a tariffe convenzionate.


Gli argomenti:

  • Le ondate migratorie contemporanee: dinamiche, conflitti, risorse, dati
  • L’accoglienza ai migranti: come entrare in relazione. Le qualità personali del professionista
  • Migrazioni e malattie – le principali patologie connesse alle migrazioni. I falsi miti sulle patologie dei migranti e sui contagi
  • Dinamiche relazionali e ciclo di vita nelle famiglie migranti
  • I rischi nelle relazioni d’aiuto: il burn out
  • Comunicazione interculturale. Gestione dei conflitti e delle emergenze
  • Diritto d’asilo e protezione internazionale, quadro normativo di riferimento; il “Regolamento Dublino”
  • Il beneficiario di protezione: l’esito dell’audizione in Commissione Territoriale, mezzi di impugnazione, la protezione internazionale, forme complementari di protezione, diritti e doveri
  • Direttive sull’accoglienza alla luce delle nuove normative europee e nazionali: come funzionano i centri di accoglienza (Cpsa, Cda, Cara), i centri di identificazione ed espulsione (Cie), il sistema di protezione richiedenti asilo e rifugiati (Sprar), gli Hotspot
  • Lectio Magistralis: I traumi nella migrazione: quali effetti sulla salute mentale?
  • Meccanismi di difesa, alterazioni neurovegetative, disturbi dell’umore
  • Presa in carico – tra necessità di interventi continuativi e tempi incerti di accoglienza
  • Gestione ottimale delle risorse: invio e comunicazione tra professionisti
  • La clinica nelle vittime di tortura
  • I laboratori esperienziali: teatro, arte, grafica, cinema. Come creare un progetto
  • Contestualizzazione, analisi e criticità dei paesi di provenienza
  • La creazione del Protocollo di tutela per i migranti minori non accompagnati
  • La mediazione linguistico culturale etnoclinica come pratica di accoglienza dei migranti e sistema di cura

Direzione scientifica:

antonio_onofriProf. Antonio Onofri

Psichiatra. Docente a contratto Psicologia clinica e Psichiatria Università Sapienza di Roma. Responsabile ambulatorio trattamento Disturbi da Stress- Post-Traumatico Ospedale Santo Spirito in Sassia. Direttivo nazionale EMDR Italia, Board europeo EMDR Europe

 


Cosa mi offre il Corso

Al termine del percorso è prevista per i partecipanti la compilazione di una tesina da presentare in occasione dell’ultima lezione. Per chi supererà le prove sarà rilasciato Attestato di Formazione secondo gli standard Istituto HFC.

Ai corsisti ritenuti idonei sarà successivamente offerta la possibilità di tirocini e collaborazioni scientifiche con cooperative operanti nel settore, nonché collaborazioni didattiche, organizzative e di ricerca con Istituto HFC.

Attualmente la richiesta di servizi nell’accoglienza ai migranti è consistente e in crescita esponenziale. Nei bandi di prefetture, comuni e province è sempre prevista la presenza full time delle diverse figure professionali (psicologo, assistente sociale, educatore, insegnante di italiano ecc.). Le cooperative assumono professionisti – spesso a tempo determinato per il primo periodo – sulla base di esperienza sul campo e/o formazione specifica sul tema.


Quanto costa?

Il costo del corso è di 950 euro (tutto compreso). È previsto il pagamento in due rate senza interessi nei mesi di aprile e giugno 2017

Agevolazioni

Sconto di 200 euro per:

  • Iscrizione simultanea di due o più persone

Oppure

  • Iscritti altri corsi Istituto HFC

Sconto di 100 euro per:

  • Iscrizione finalizzata entro il 28 febbraio 2017

Come faccio a iscrivermi?

Iscriversi è semplice: basta inizialmente inviare all’indirizzo info@istitutohfc.com il proprio curriculum vitae. Accolta la richiesta, ti invieremo una mail con le istruzioni per iscriverti, che prevedono l’invio del modulo di iscrizione firmato e del versamento della quota di iscrizione (scalata dalla somma totale) di euro 250. Potrai anche concordare, se vorrai, il tuo colloquio conoscitivo presso la sede di Mete Onlus in Via Ruggero Loria 13 a Palermo (tel. 091.5085059 – 339.5876229 – 327.3305966, previo appuntamento).

Se invece non sei ancora convinta/o e vuoi maggiori informazioni, richiedi il programma dettagliato del corso con calendario completo: scrivi all’indirizzo info@istitutohfc.com e te lo invieremo entro 24 ore. Un piccolo consiglio: se hai deciso di iscriverti non perdere tempo. Il numero dei partecipanti, per agevolare la cura dell’insegnamento, è limitato. Non rischiare di rimanere fuori! Per ogni informazione puoi anche contattarci ai numeri qui sopra.


I docenti principali:

Dott.ssa Giorgia Butera

Sociologa della Comunicazione, Scrittrice, Advocacy

 

 



Dott. Alì Listì Maman

Praticante avvocato esperto in diritto d’asilo e immigrazione

 

 


andrea_marinoDott. Andrea Marino

Psicoterapeuta. Coordinatore area psicologica consorzio di cooperative sociali (Sprar e Cas)

 

 


valentina_paciulloDott.ssa Valentina Paciullo

Assistente sociale specialista, responsabile Sportello polifunzionale – Centro servizi per richiedenti e titolari di protezione internazionale e umanitaria, ha curato start up di accoglienza in Italia, monitora e coordina servizi interni progetti SPRAR del territorio romano.


*